9. Hai mai visto fare l’amore per davvero?

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9. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: recuperare la sensibilità
Come si impara a fare l’amore? Semplice: è istintivo, non c’è niente da imparare, basta lasciarsi andare e basta.
Eppure non deve essere proprio così facile se è tanto difficile trovare una sia pur sbiadita, remota, tremolante, o persino indiretta testimonianza di due esseri che fanno l’amore, davvero.
Ci sono centinaia di film e centinaia di migliaia di video che immortalano i momenti più intimi, più commoventi, più emozionanti, più pericolosi, più sfolgoranti della razza umana, ma è estremamente difficile trovare una rappresentazione che lasci perlomeno intuire cosa voglia dire fare l’amore davvero.
 Eppure internet pullula di sesso e di penetrazioni a ritmi forsennati.
Magari qualcuno starà pensando che la differenza è semplicemente nel fatto che nella pornografia non c’è amore, inteso come coinvolgimento sentimentale. Personalmente credo che la differenza stia piuttosto nel fatto che non c’è ascolto, non c’è coscienza, tutto è assolutamente automatico, meccanico.
Alcuni penseranno che il problema sia nel fatto che i corpi sono trattati come oggetti e non come persone. Ma la differenza, ancora una volta non è lì. Anche uno strumento musicale in fondo è solo un oggetto, eppure c’è modo e modo di suonarlo. 
Ma cosa serve per imparare a suonare? Anzi, per suonare come Miles Davis? 
Esperienza, passione, tecnica, predisposizione, abilità. Indubbiamente, ma ancora e prima di tutto bisogna saper ascoltare. La capacità di ascolto è la prima dote. Per questo si parla di “orecchio musicale”.
E qui entriamo in un campo minato. Lo so.
Perché è difficilissimo spiegare cosa significa sentire, essere sensibili. Comunque ci provo lo stesso. 
Tornando al parallelo con uno strumento musicale: mentre lo suoniamo dobbiamo non solo renderci conto del fatto che questo stia emettendo un suono, ma anche riconoscerne la tonalità, l’intensità, la durata, e poi il ritmo, la melodia che stiamo creando.
In una relazione intima, le cose sono ancora più complesse, per prima cosa perché ogni essere umano è unico, poi perché ogni momento è differente e, per finire, perché siamo in due (o più!). Quindi dovremo ascoltare non solo l’altro, ma anche noi stessi, sia fisicamente che emozionalmente.
Parlando di ascolto, in questo caso, mi riferisco alla capacità di sentire cosa sta provando l’altra persona e cosa desidera in quel particolare istante e di creare un equilibrio, una danza che sposi i nostri desideri. E tutto questo spontaneamente, senza passare per una elaborazione mentale.
Il risultato, quando facciamo l’amore davvero, è una sinfonia, assolutamente unica che non ha nulla a che vedere con gli automatismi e gli stereotipi che troviamo in giro, dove gli Stradivari, in genere, vengono suonati con il martello per intonare sempre la solita melodia stonata.
Non ci siamo estinti solo perché si può concepire anche senza saper fare l’amore. Per fortuna.
Ma c’è una buona notizia, anzi due. Anzi tre.
La prima è che la sensibilità, la capacità di ascolto, può essere appresa, anzi, meglio, recuperata.
La seconda è che quando riscopriamo la nostra sensibilità di ascolto in generale, automaticamente cresce anche la nostra capacità di sentire piacere, e di molto.
La terza: recuperare la nostra sensibilità non influisce solo sulla nostra vita sessuale ma influenza profondamente la nostra maniera di stare al mondo. È come tornare a casa dopo molti anni.
Tutto questo non va capito, va provato. Come si fa?
Si parte dal solfeggio, si chiamano micropratiche.
Ne avevo parlato qui:
https://farelamore.wordpress.com/2012/01/25/2-lubiquo-punto-g-fare-lamore-in-poche-semplici-lezioni-2/
Praticate gente, praticate!

http://farelamore.org

8. Alla maniera dei quadrupedi lanosi o, se preferisci, famolo strano

KamaSutra19

8. Fare l’Amore in poche semplici lezioni
Generalmente una delle posizioni più note è quella in cui i due amanti, guardandosi in faccia a pochi millimetri di distanza, giacciono sovrapposti come in un panino. Detta: religioso-che-va-per-il-mondo-a-portare-la-verità.
Oppure quella da terga, che va alla grande tra gli altri mammiferi (delfini e balene a parte), detta volgarmente, alla-maniera-dei-quadrupedi-lanosi.
Ovviamente ci sono anche molte altre posture dai nomi altrettanto divertenti:
spegni-manufatto-in-cera-anticamente-usato-per-illuminare,
radice-di-4761,
la-posata-da-brodo,
Eccetera, eccetera.
Ci sono poi posizioni rare ed acrobatiche che richiedono abilità da contorsionista e coraggio da trapezista. Ma non voglio concentrarmi ne sulle prime, né sulle ultime, o perché già note o perché francamente pericolose, a meno di non far parte del Circo Togni.
Avevo iniziato a parlare del tema alcuni mesi fa, qui, promettendo un seguito che si è fatto aspettare, ma ogni promessa è debito.
Forse ho aspettato così tanto perché in qualche modo sono combattuto.
Sono importanti le posizioni?
Si, anche se non certo la cosa più importante.
E allora perché non parlarne?
Il punto è, lo vedo dalle ricerche su google che spesso portano l’ignaro navigante sulle sponde di questo blog, che ridurre il fare l’amore alle posizioni è fuorviante. Se dovessi dare uno ed un solo consiglio a chi vuol far bene l’amore gli direi:
DIMENTICA OGNI REGOLA.
Solo che sarebbe un consiglio che a poco servirebbe.

Come si raggiunge la spontaneità? Non certo con la volontà, almeno non direttamente.
Diciamo che imparare a fare l’amore è come ripulire un capolavoro, una scultura greca del grande Prassitele, per esempio.
La statua è perfetta, solo che bisogna liberarla dalla sua prigione. È come se quell’opera meravigliosa, in seguito ad un naufragio, fosse finita in fondo al Mediterraneo, e i secoli la avessero coperta di concrezioni, di conchiglie, di alghe, di organismi, in maniera tale da essere irriconoscibile, informe.
Questo capolavoro sei tu.
Ed in te, c’è già tutto, assolutamente TUTTO.
Il punto è che c’è anche troppo.
Sei un capolavoro dentro un sarcofago calcareo fatto di centinaia di strati sovrapposti e adesso bisogna ripulirti da quintali di incrostazioni, ovvero di luoghi comuni, pregiudizi, paure, schemi sballati, culturali, religiosi, familiari, che imprigionano il tuo corpo che sa già tutto quello che c’è da sapere.
E per liberarti da tutto ciò, secondo la mia esperienza, devi innanzitutto riacquistare la tua Sensibilità Naturale.
So già che se non hai ancora iniziato questo cammino, questa frase ti risulterà senza senso, anzi, ti farà innervosire. Forse anche incazzare.
A recuperare la spontaneità ci arriverai rendendoti conto che non sei spontaneo. Per niente. Spesso, sei assolutamente prevedibile. Te ne sei già resa/o conto?
In caso negativo si vede che non sei sufficientemente sensibile. Torna indietro al primo passo: recupera la tua Sensibilità Naturale.
Bene, se sei arrivato fin qui a leggere, probabilmente alcuni dei passi di cui parlo li avrai già fatti, altrimenti mi avresti già mandato a cag***  e saresti passato a vederti un bel video di YouPorn.
Probabilmente hai già intuito molte cose da sola/o e cerchi solo delle conferme.
E quindi andiamo avanti su ‘ste benedette posizioni.
Allora!
Nel primo post avevo paragonato il Fare l’Amore ad una danza, ebbene si può imparare a ballare il tango guardando le figure di un manuale? I ballerini più bravi sono quelli che conoscono più figure?
Le risposte già le sai.
Ogni posizione, nel fare l’Amore, discende in maniera naturale da molte considerazioni che in realtà, mentre facciamo l’amore, non facciamo.
Tutto dovrebbe accadere in maniera spontanea, naturale.
Non c’è spazio per la mente razionale, è l’istinto che comanda.
Se mentre stai guidando in autostrada, e stai superando un autotreno, ti scoppia una gomma ed inizi a sbandare, hai tempo di pensare? Di soppesare considerazioni?
No, cerchi di salvarti e basta.
Fare l’amore potrebbe sembrare una situazione totalmente diversa, ma per essere vissuto davvero richiede un’attenzione ed una presenza assolute, come se fosse una questione di vita o di morte.
Comunque, volendo razionalizzare, a posteriori, alcuni dei motivi che stanno dietro la scelta di una posizione li avevo già citati nel primo post sul tema:
È una posizione che si può mantenere in maniera rilassata?
Il bacino dei due amanti si può muovere liberamente?
Le braccia, le mani dei due sono libere? Possono accarezzare liberamente? Oppure sono impegnate nel sostenersi?
Mi da e dona piacere all’altra persona?
In realtà ci sono anche altre considerazioni, forse ancora più importanti. Ogni momento è unico, ogni persona è unica. Ogni posizione è solo figlia di quel momento. Nasce spontanea da sola.
Ogni posizione può andar bene se è adatta a quel momento.

Se stai ancora leggendo avrai già capito un’altra cosa: fare l’amore non è solo penetrazione o preparazione alla penetrazione e neanche “principalmente” penetrazione. Fare l’Amore è una relazione intima tra due esseri viventi durante la quale l’attrazione sessuale e la sensorialità giocano un ruolo importante. Non c’è bisogno di niente altro, non ci sono regole e non bisogna arrivare da nessuna parte. Né entrare da nessuna parte, né essere penetrate/i e neppure all’orgasmo!
Non è obbligatorio e si può spassarsela alla grande anche senza.
Il punto non è che provare uno o più orgasmi non sia fantastico e desiderabile… certo che lo è, ma il fare l’amore non può e non deve essere finalizzato a nulla neanche all’orgasmo. Lo so che fa molto new-age però è vero: un viaggio è bello di per se, non tanto perchè si giunge ad una meta.
E non perseguendo l’orgasmo, l’orgasmo arriverà, ancora più travolgente e pirotecnico.
Oppure no, e va bene lo stesso!

Diciamo che la sfera sessuale è stata (ed è) attaccata in molti modi, molti dei quali non ortodossi. Questo perché il sesso fa paura a tutti quelli che vogliono imbrigliare la libertà degli uomini.
Nell’epoca in cui viviamo, si parla molto di sesso, si mostra molto sesso, ma in genere lo si fa in maniera atroce. Questa è una maniera per demonizzarlo e per tentare di esorcizzarlo al tempo stesso. La stessa pornografia non è esaltazione del sesso, è un vero e proprio attacco alla sessualità. La svilisce, la impoverisce, la deforma, la spersonalizza. Fa quasi più danni delle religioni istituzionalizzate! Qualunque divieto o consuetudine relativa al sesso lo deforma ed è una maniera per renderlo qualcosa da cui fuggire, qualcosa di “pericoloso”. È solo una strategia.

Ma torniamo alle nostre posizioni! Non voglio trasformare questo articolo in un manuale. Il sesso non ha bisogno di manuali, ha bisogno di Libertà, di Spazio.
Quindi non entrerò in dettagli, questi li scoprirete da soli.
Mi limiterò a dare qualche ispirazione, fermo restando che qualsiasi posizione può essere godibilissima, tutto dipende dal momento.
Nelle antiche illustrazioni indiane di trattati sull’ars amatoria, troviamo moltissime posizioni sedute, ovvero in cui uno o entrambi gli amanti sono seduti o inginocchiati.
In queste posture gli amanti godono di grande libertà di movimento delle braccia e delle mani, che, spesso, possono raggiungere qualsiasi punto del corpo dell’altro. Un inciso: tutto il corpo è erogeno e restringere la zona di contatto dei due (o più) amanti ai due organi sessuali significa ridurre le possibilità e le modalità del piacere di molto-davvero-molto.
Ancora più importante, in queste posizioni la colonna vertebrale si può muovere liberamente, come se fosse un cobra di fronte ad un incantatore, e può assecondare la respirazione. Con la schiena dritta, poi, l’energia può scorrere liberamente in tutto il corpo.
Ultimo vantaggio delle posizioni sedute è che sono un punto di partenza dalle quali è molto facile raggiungere altre posture con grazia e fluidità, come in una danza d’amore. Un’ottima scuola di fluidità è il massaggio Kashmiro. Qui un nostro video per darvi un’idea.
E poi, tra le meno note, a parte la posata-da-brodo, ci sono le posizioni di fianco. In genere queste non permettono una uguale mobilità di entrambi gli arti, ma hanno il vantaggio di poter essere mantenute a lungo con grande rilassatezza oltretutto senza mai gravare con il proprio peso sul partner.
Comunque, e lo ripeterò fino alla noia, conoscere le posizioni a nulla serve se non siamo sensibili e spontanei e se non sappiamo respirare, seguire il ritmo del nostro e dell’altrui corpo, ed anche fermarci se è il caso, mantenendoci rilassati nel piacere.

I tantrici dicono: se ti stai chiedendo se è giusto fare o meno una cosa, non la fare. Non è un discorso di opportunità, ne tantomeno di moralità. Si tratta semplicemente di essere spontanei, naturali. Se c’è il pensiero che si frappone, la spontaneità è già persa.
Se invece, tutto questo è rispettato, allora non esiste alcuna cosa che non si possa fare, sempre nel rispetto, anzi nell’adorazione, dell’Altro.

Praticate gente, Praticate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

E se l’articolo vi è piaciuto fatecelo sapere!
E non dimenticate che ci sono le altre lezioni

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

7. Uno Stradivari nelle Mutande e altre Amenità

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7. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Come godersi un…
Il realtà l’articolo si sarebbe dovuto intitolare “Come godersi un Pompino e altre amenità”, senza metafore e senza ombra di dubbio. Un titolo quindi da rendere ogni avviso preliminare per puritani ed educande assolutamente inutile. Ma Laura ha preferito ammorbidirlo un poco… comunque se siete impuberi fanciulli/e oppure se siete adulti vaccinati ma facilmente scandalizzabili fermatevi qui!

L’argomento potrebbe sembrare scabroso (che volgarité) ma ho deciso di rompere gli indugi e andare al punto. O almeno a quello che molti credono sia il punto. Ho dato un’occhiata alle statistiche del nostro blog ed ho scoperto con dissimulata sorpresa che, al secondo posto in classifica, come termine di ricerca su google attraverso il quale gli ignari naviganti sono approdati su questo blog, c’è, letteralmente, “come fare un pompino”.
 Pur non disconoscendo l’importanza dell’argomento personalmente non avrei messo la cosa al primo posto nell’impegnativo percorso di imparare a fare l’Amore con la Vita… ma voglio comunque cercare di accontentare  i lettori! Chiedete e vi sarà dato.
Piccolo inciso sul termine (che volgarité). Ho pensato a lungo se utilizzare dei sinonimi meno ordinari, tipo sesso orale, fellatio oppure alternarlo con altri sinonimi dialettali tipo bocchino, pompa, soffocone etc., ma alla fine il vocabolo scelto mi è sembrato, tutto sommato, universale ed anche, quasi, simpatico!

Non ne ho mai fatto uno, almeno non ancora, quindi affronterò il tema da un’altro punto di vista: come godersene uno, o più. Almeno non parlo per sentito dire!;)
Sembra facile, almeno più facile di farlo, ma francamente non lo è poi così tanto. Personalmente ci ho messo anni per imparare!
Per godere di qualsiasi cosa bisogna essere sensibili, aperti, rilassati e stare nel corpo, non nella testa. 
Sembrano le solite frasi da rivista rosa, che suonano bene ma vogliono dire poco, eppure se riuscite a farlo davvero vi rendete conto che l’esperienza cambia radicalmente: dall’immersione in una tinozza di acciaio zincato ad un un tuffo in una laguna tropicale ricolma di pesci multicolori.
Se, quando ne ricevete uno, godete dell’idea che qualcuna/o vi stia facendo un lavoretto di bocca siete completamente fuori strada.
 Se pensate di essere il focoso e beota protagonista di un pornazzo siete ancora più lontani.
 Se poi, per godere avete bisogno di sentire di essere dei dominatori, e di spingere con le mani come forsennati la testa della malcapitata ad inghiottire sempre più a fondo il vostro orpello, non avete capito una beata fava. 
La pornografia è solo l’ombra dell’ombra del godimento, una pessima maestra in altre parole.

Chiariti questi concetti preliminari ritorno al punto: si gode con il corpo non con la mente. 
E chi vi racconta il contrario mente (sapendo di mentina).
Personalmente ci ho messo tanto tempo a goderne per un motivo opposto, eppure estremamente vicino, al motivo per cui a molti maschietti piace. Due approcci agli antipodi, ma ugualmente sbagliati. Ma cercherò di essere meno criptico!
A me non piaceva perché mi sembrava qualcosa di umiliante per la donna; per una questione di educazione sballata ricevuta e di schemi mentali fasulli. A molti uomini piace perché hanno l’impressione (altrettanto falsa) di dominare la donna.
Quando il piacere si fonda su di uno schema mentale non è vero piacere, è solo una proiezione dell’Ego. Qualcosa di mentale, di vuoto, di falso; il vero piacere si fonda sui sensi. Come si può imparare a stimolare con le labbra e la lingua l’uomo o la donna? Come si può imparare ad abbandonarsi ad un piacere tanto naturale?
 Sembra assurdo doverlo imparare, ma la situazione dell’essere umano è tale che molto spesso ha perso la sua sensibilità naturale ed è imprigionato da tutta una serie di schemi comportamentali distorti imposti dalla religione, dalla famiglia e dalla cultura dominante che rendono anche le cose semplici una vera impresa.

Le persone in genere vogliono ricette, tecniche, del tipo: prendilo in questo modo, segui questa velocità, toccalo con la lingua in questo punto, e via discorrendo. Sono tutte frottole, ogni essere vivente è diverso, ogni momento è diverso.
 Come si dipinge un quadro? Dipende da cosa vogliamo esprimere, dai materiali, dal nostro unico modo di dipingere in quel particolare, unico, irripetibile istante. Altrimenti, se seguiamo uno schema, il risultato sarà solo una immonda crosta di Teomondo Scrofalo!
Ecco per i pompini vale esattamente la stessa cosa! Ed anche goderne è simile ad apprezzare un’opera d’arte. L’arte non si spiega, o meglio, può anche essere spiegata ma il messaggio che trasmette deve emozionare altrimenti rimane ad un livello puramente mentale.
In due parole, per apprezzarli pienamente dovrete stare semplicemente nella sensazione fisica pura, e se nella vostra mente nasce un pensiero lasciatelo andare via come una nuvola in un cielo ventoso d’aprile, e ritornate alla sensazione. Rimanendo il più aperti e ricettivi possibile.
E se volete farli al meglio il segreto è nell’ascolto delle sensazioni, nel sentire l’altrui corpo ed il proprio e surfare quest’onda con leggerezza e fluidità, fidandovi dell’intuito che vi dirà dove e come toccare, suggerendovi spostamenti e variazioni di ritmo.
E poi, semplicemente, amate ciò che state facendo ed adorate l’essere vivente con il quale state condividendo il piacere.
Le istruzioni, e forse molti/e se ne saranno resi/e conto sono, in fondo, estremamente simili a quelle della meditazione, per il semplice motivo che tutto, se fatto con attenzione assoluta, può diventare meditazione. 
Ma se non ve ne frega niente della meditazione fa lo stesso, pensate che facendo così si gode e si fa godere di più, molto di più. Una buona ragione da sola no?
I ritmi forsennati che si vedono nei porno sono solo l’emblema di un qualcosa di meccanico che si fonda su schemi distorti. Non c’è alcun bisogno di aumentare il ritmo ai livelli di una pompa di sentina da petroliera. Non si suona uno Stradivari con la raspa! E più veloci si va più è difficile, se non impossibile, seguire le sensazioni e non essere meccaniche/i. Ed oltretutto risulta difficoltoso, per chi riceve, seguire le sensazioni piacevoli in maniera rilassata. L’estasi è nel rilassamento, non nella tensione.
 Questo non vuol dire che ci si debba muovere sempre come dei bradipi appena svegli… in alcuni momenti il ritmo può accelerare ma solo fino ad un certo punto.

Va bene, starete forse pensando, ma.. in pratica? OK, anche se mi sembra di aver già detto tutto cercherò di riassumere i punti base!
Per chi riceve il segreto sta nell’apertura e nell’attenzione alle sensazioni tattili più che a quelle visive. Abbandonatevi, chiudete gli occhi e seguite le sensazioni con micrometrica precisione, e se arriva un pensiero, come un palloncino, tagliate il filo e lasciatelo perdersi in alto nel cielo, e tornate alla sensazione tattile, non mollatela! La vostra attenzione dovrà essere quella di una tigre di fronte alla preda, assoluta, ma rilassata! Aumentare l’attenzione, aumenta la sensibilità, è come mettere il piacere sotto una lente di ingrandimento, lo ingigantisce, lo amplifica, lo arricchisce di sfumature insospettate. E poi siate ricettivi, passivi, non fate nulla, non c’è da fare niente! So che per un uomo questa può essere la lezione più difficile ma, ve lo assicuro, ne vale la pena!
Per chi da, il punto centrale sta nell’ascoltare il corpo dell’altro (ed il proprio), sentirne il respiro, il fremito, seguirne l’onda, il ritmo e contemporaneamente guidarlo. Con fluidità, con leggerezza. I punti più sensibili li scoprirete da sole/i, con le vostre labbra, lingua, mani. Chiudete gli occhi, lasciate perdere ogni schema, ogni tecnica, e fidatevi solo dei messaggi che arrivano, istante per istante.

Praticate gente! Praticate.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

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2. Multi-orgasmi, punti segreti e.. tricchetracche (con e senza bomba finale)

SempliceBellezza.com - ©Axel Cipollini

SempliceBellezza.com – ©Axel Cipollini

2. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: L’ubiquo punto G
L’ossessione umana per la classificazione colpisce anche la sfera del piacere.
Dov’è il punto G? Ma esiste davvero il punto G? E gli uomini, ce l’hanno? No, loro hanno il punto L. Ah! E dov’è? È in corrispondenza del perineo, tra ano e scroto. No! È alla base del glande, vicino al frenulo. Uh! Ma se esiste il punto G, stimolandolo si arriva all’orgasmo clitorideo o vaginale? Be, se il punto G è all’interno della vagina sarà vagin… No! Il punto G è la propaggine interna del clitoride, quindi.. Lo ha detto il Prof. Cabeza. Ma io non sarei così sicuro, infatti il Dott. Capullo  ha confutato chiaramente la ipotesi che…
E via andare. Interminabili discussioni sul sesso degli angeli, crociate alla ricerca del Santo Graal del piacere!
Eppure ci deve essere un trucco per far provare alla donna una scarica di orgasmi come i tricchetracche alla festa di Piedigrotta: fuochi d’artificio di spasmodica goduria!
 E l’uomo? No l’uomo non può! Ma ci deve essere un punto che doni anche all’uomo l’impagabile capacità multiorgasmica! 
Effettivamente c’è, solo che lo conoscono solo alcuni saggi taoisti, eremiti nelle grotte himalayane. Il problema è che lo tramandano in punto di morte a pochi fidati discepoli! Ma solo se le congiunzioni astrali sono propizie.

OK, basta, andiamo al punto (quale? G, L, H…).
Il segreto c’è e come! E pure difficilissimo da scoprire. Perché? 
È troppo semplice da accettare. 
Eccolo qui:

TUTTO IL CORPO È EROGENO

Tutto il corpo può provare piacere.
Grande delusione? Incredulità? Sicuramente ci sarà qualcuno che starà pensando che c’è piacere e piacere, e che il piacere sessuale è altro, e che non si può provare un’orgasmo se ci accarezzano un gomito. Già. E che magari le donne sì… però l’uomo è sensibile solo lì, e soltanto lì, e deve essere stimolato proprio lì. Non si scappa!
Indubbiamente esistono zone più o meno sensibili, ma tutto il corpo, opportunamente toccato, prova piacere, o meglio, può provare piacere. Ed il piacere sessuale non è solo orgasmo, non è limitato solo a quei pochi secondi. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Le limitazioni, gli schemi, i confini, sono solo nella nostra testa. Tutto è relazionato, tutto si fonde con tutto.
Che il corpo, maschile o femminile, sia tutto straordinariamente sensibile, godurioso e godibile, non è qualcosa che possiamo accettare mentalmente. È il corpo stesso che ce lo deve confermare!
E ovviamente molta gente penserà di avere solo pochi centimetri quadrati di pelle sensibili e che questo sia un dato di fatto, tristemente inconfutabile! Ebbene no. Per esperienza personale, no!
Tutto il corpo può diventare generatore di piacere, anche se adesso non lo è. 
Ma come? Qual’è il segreto? Qual’è la tecnica?
Semplice. Per imparare a sentire piacere con tutto il corpo dobbiamo stare nel corpo. E qui torniamo alla prima lezione. Se non l’avete ancora fatto andatevela a leggere, qui.

La funzione sviluppa l’organo. Per imparare a sentire dobbiamo provare a sentire. 
In realtà possiamo esercitarci quando vogliamo, anche da soli, anche in metropolitana, anche al lavoro, e non solo facendo l’amore!
Alla bisogna esiste una pratica della tradizione tantrica shivaita estremamente efficace (tramandatami in gran segreto, più o meno, da un esilarante guraccione della via della mano ambisinistra, D.O., che Shiva gli renda merito).
E funziona! Ed è anche molto semplice, almeno apparentemente.
Consiste nel prestare la massima attenzione, per alcuni secondi, massimo dieci, ad una sensazione. In quella frazione di tempo, dovremo stare pienamente in quella sensazione, dovremo entrarci dentro, calarci nelle sue profondità, esplorarla come se fosse la cosa più bella del mondo. Anzi, l’unica cosa che esiste.
Poco tempo, massima attenzione.
Ma quale sensazione scegliere? Va bene tutto!
Possiamo iniziare con sensazioni intense, piacevoli, come l’acqua calda che ci scorre sul corpo durante la doccia, oppure la carezza di una brezza primaverile sul volto, ma ogni sensazione merita di essere esplorata: toccare la tastiera di un computer, o la sensazione del suolo sotto i piedi mentre camminiamo, o lo strofinare dei vestiti sulla nostra pelle.
Solo pochissimi secondi, ma senza pensare assolutamente a nulla. Sentire e basta. E, se possibile, dimenticando per un attimo tutte le altre informazioni che ci arrivano dagli altri sensi. Isolando solo quella particolare sensazione.
All’inizio sembra impossibile, poi diventa divertente.
Quante volte? Quante volte volete! 10, 20, o 100 volte al giorno. In realtà non è qualcosa che rubi tempo. Lo possiamo fare in tutti quei momenti in cui non ci è richiesta una particolare attenzione ad altro. Non fatelo mentre guidate! E neanche mentre state disinnescando una mina o durante un’operazione a cuore aperto! Ma durante un’attesa all’ufficio postale o mentre state andando a fare la spesa è l’ideale! Ovvio che potrete farlo anche facendo l’amore!
L’unica cosa difficile, all’inizio, è ricordarsi di farlo, avere un minimo di continuità. M ad un certo punto diventerà qualcosa di naturale.
Lavorando con il tatto, qualora possibile, potete chiudere gli occhi, in maniera da eliminare uno dei sensi più invadenti, la vista.
Si possono esercitare tutti i sensi, uno per volta ovviamente. Ma vi consiglio di iniziare con il tatto, e di proseguire con olfatto e gusto, lasciando e udito e vista per ultimi.
Come si chiama? Se proprio volete dargli un nome chiamatele micropratiche!
PS Ma cosa c’entra tutto questo con il fare l’amore? Lo scoprirete da soli.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.

1. Come fare l’Amore da dio (in poche semplici lezioni, gratis!)

1. Come Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Introduzione
Noi umani facciamo fatica ad imparare. Se abbiamo già delle idee su di un certo argomento, anche se tragicamente sbagliate, vogliamo approfondire  “a partire da quello che già sappiamo”. In altre parole, raramente siamo disposti a cambiare radicalmente prospettiva, così, su due piedi. Neanche per provare. Spesso non solo ci mancano le risposte, ma non sappiamo neanche quali sono le domande giuste!
È per questo che su internet c’è tanta gente che si pone domande del tipo:  Come fare l’amore tutta la notte? Quali sono le posizioni migliori? C’è l’ho lungo abbastanza? Come fare sesso anale? Come si fa un pompino?
Ma anche domande apparentemente più raffinate come: dov’è il punto G? O quali sono le zone erogene dell’uomo o della donna? Nascondono, spesso, una ignoranza di base degli aspetti fondamentali. Delle cose davvero importanti.
È un po’ come quando le persone pensano che per scattare fotografie migliori hanno bisogno di una nuova macchina, più perfezionata, con più megapixels e più bottoni, oppure vogliono imparare i cosiddetti trucchi, le tecniche magiche. In genere ti guardano delusi e non capiscono neanche cosa significa quando gli dici che la cosa davvero importante per saper fotografare è imparare a vedere. Nella migliore delle ipotesi pensano sia solo una frase ad effetto. Nella peggiore che li stai prendendo per il culo.
Con il Fare l’Amore succede la stessa cosa.

Ma andiamo per gradi. Fare l’Amore, Hacer el Amor, Making Love cosa vuol dire?
È un eufemismo per intendere accoppiamento, coito, copula?
Vuol dire avere un rapporto sessuale con qualcuno che amiamo?
Significa penetrare o essere penetrate/i dal vostro amato?
Personalmente, ritengo inesatte tutte e tre le definizioni.
Per me Fare l’Amore è una relazione intima, sensuale, emozionale, tra due (o più) esseri che ha come scopo il piacere reciproco. Piacere fisico e mentale, ammesso che si possano separare. E che può includere, o meno, la penetrazione. E che in alcuni casi conduce alla riproduzione.
Si può generare anche senza piacere, ma senza di questo non possiamo Fare l’Amore.
E con sensuale intendo un’esperienza, basata sui sensi: ovvero tattile, olfattiva, visiva, gustativa, uditiva.
Soprattutto tattile. Se non tocchiamo e se non lo facciamo con attenzione, sensibilità, passione, gusto, allora non stiamo facendo l’amore, non possiamo Fare l’Amore. Anche se amiamo alla follia l’essere tra le nostre braccia.
Sembra banale, ma purtroppo non lo è.

Per adesso lasciamo perdere gli altri aspetti e soffermiamoci sul tatto.
Sappiamo toccare un’altro corpo, o il nostro, senza giudicare, senza interpretare, con attenzione totale?
Alcuni non capiranno neanche il senso di quello che dico. Siamo così abituati a pensare in continuazione, a incasellare, interpretare, giudicare, confrontare, che non capiamo neanche cosa vuol dire non farlo.
 O pensiamo che non sia possibile oppure pensiamo di farlo, senza riuscirci. E non ce ne accorgiamo neanche, semplicemente perché non ci rendiamo conto che siamo nella nostra testa invece che nel nostro corpo. 
Ed i nostri pensieri, come miraggi, si sostituiscono alle sensazioni fisiche a nostra insaputa.
E siamo arrivati alla prima lezione:

STARE NEL CORPO.

Cosa vuol dire? Pensare meno, o meglio, lasciare andare i pensieri, come nuvole nel vento, e ritornare a quello che sentiamo, che percepiamo con i sensi.

Ma in pratica come facciamo a sapere se stiamo nel corpo?
Quando nella nostra mente scorrono parole o immagini, non stiamo nel corpo. Quando abbiamo aspettative, quando pensiamo a quello che potrà succedere o che vorremmo che succedesse o non succedesse, non stiamo nel corpo. Quando pensiamo a quello che dobbiamo fare, non stiamo nel corpo. Quando nasce un ricordo, non stiamo nel corpo.

Ma come si fa a stare nel corpo?
Ogni volta che ci rendiamo conto di stare nella testa, senza colpevolizzarci, ritorniamo a quello che sentiamo con i sensi. Alla sensazione tattile soprattutto, alla semplice sensazione del contatto del nostro corpo con quello dell’altra persona, e non solo della zona genitale. Possiamo percorrere dei viaggi fantastici esplorando con la nostra attenzione tutto il nostro corpo. Oppure concentrarci solo su pochi centimetri quadrati e goderci quello che succede li. Oppure sentire contemporaneamente quello che succede dappertutto.
 Siamo ben più sensibili di quello che immaginiamo, ed ogni centimetro quadrato di pelle, potenzialmente, è erogeno. Sia nelle donne che negli uomini! È solo questione di recuperare la nostra sensibilità. Poco a poco.

E stare nel corpo non significa solo stare nel tatto, significa anche stare negli altri sensi. Ma iniziamo dal tatto, il senso indispensabile.

C’è chi pensa che il sesso sia un’esperienza soprattutto intellettuale. Non voglio contraddirli; per molti, indubbiamente, è così. Anche se la pensate in questo modo, concedetevi una possibilità e provate comunque a stare nel corpo, e vedete cosa succede. Inizialmente, può essere che vi piaccia meno, ma, gradualmente, quando avrete riacquistato sensibilità, vi renderete conto che il fare l’amore diventa qualcosa di diverso. Si trasforma in qualcosa di imprevedibile, stupefacente.
Yea!

PS Questo è solo il primo dei post sull’argomento, gli altri li trovi nei link qui a lato.
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Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
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Manette di peluche?

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E il fare l’amore reale, com’è? Senz’altro diverso da quello dipinto dalla pornografia, ma mediamente non molto migliore. Sempre le statistiche ci dicono che più della metà delle persone è insoddisfatta della propria vita sessuale, che si riduce ad un quarto d’ora sempre uguale (se va bene, se no anche cinque minuti), un paio di volte la settimana (se non una o meno). E il desiderio sessuale è in calo, sia per gli uomini che per le donne.
E cosa può ravvivare queste noiose vite sessuali? Provare posizioni nuove? Manette rivestite di peluche leopardato, vibratori spaziali tri-rotanti o travestimenti da crocerossina? Condom fosforescenti o color nero-mandingo o… forse cambiare partner più spesso?
Magari tutto questo può aiutare ad uscire dalla routine e, apparentemente, dare nuova energia ad una vita sessuale ibernata… Ma il punto vero è un altro.
Così come per imparare a fotografare (dipingere, scolpire…) è fondamentale imparare a vedere; molto più che imparare la tecnica o cambiare macchina fotografica, così per fare l’amore la prima cosa è imparare a sentire, se stessi e l’altro.
Ancora una volta, il punto sta nella coscienza. Coscienza di se prima di tutto. Fare l’amore parte dall’attenzione verso se stessi.
Quanto riusciamo a sentirci, a percepire il nostro corpo, la nostra pelle, quanto sensibili sono i nostri sensi, le nostre mani?
E coscienza dell’altro. Per fare l’amore dobbiamo renderci conto che l’altro esiste, che esistono i suoi desideri, il suo piacere, la sua pelle, i suoi sensi. (continua)

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Cybersesso

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Fare l’amore. Già semplicemente questa espressione verbale sembra in qualche modo fuori moda, e quasi sempre è sostituita con espressioni solo apparentemente equivalenti: fare sesso, scopare, accoppiarsi, copulare etc. etc.
Proviamo a inserire “Fare l’amore”, su Google: i risultati sono disarmanti, si va dalle “dieci ragioni per fare l’amore” (tra le quali troneggia al primo posto: per fare esercizio fisico) ad un breve catalogo delle posizioni principali (missionario, pecorina etc.), passando per le dieci regole per far bene l’amore (prima regola per lei: dominare la presenza dei peli superflui, prima regola per lui: lavarsi).
Nel migliore dei casi si finisce su siti che reclamizzano libri o corsi che promettono tecniche pseudo-tantriche per far l’amore tutta la notte e raggiungere orgasmi di intensità da scala Mercalli.
Insomma non si trova granché e quel poco è davvero deludente. Eppure, almeno apparentemente internet è stracolmo di sesso, o meglio di pornografia, ogni 38 minuti viene creato un nuovo sito porno, un quarto delle ricerche sui motori di ricerca riguarda il sesso ed i fatturati dell’industria del porno sono a livello di quelli delle principali emittenti televisive americane messe assieme. Tra tutti i naviganti della rete, ben il 75% degli uomini ed il 25% delle donne sono fruitori, occasionali o abituali, di questa valanga di cybersesso.
Sesso virtuale che dipinge una maniera di “fare l’amore” o meglio di fare sesso, totalmente stereotipata e falsa. Che, malgrado ciò, per molti rappresenta un modello, se non altro virtuale. Rapporti sessuali monotoni in cui le sequenze sono sempre uguali, quasi sempre permeati di violenza, in cui i preliminari non esistono ed i corpi sono limitati ai soli organi sessuali, e quasi non c’è ulteriore contatto tra uomo e donna. Abbracci, carezze e baci sono tabù. Appartengono al mondo dell’affettività, non a quello del sesso. (continua)

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Creatività Sessuale

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Fare l’amore è una delle cose che la gente più necessita e meno ha.
Fare l’amore richiede due corpi e due cuori, nella maggior parte dei casi ci sono solo due teste.
Creatività e sessualità sono intimamente correlate: entrambe hanno come scopo la creazione di qualcosa di nuovo: un’opera d’arte, un figlio, una relazione o semplicemente un attimo, una eternità di puro piacere.
Sia creatività che sessualità vivono di amore, passione, istinto, corpo, sensi, spontaneità, fremito; entrambe muoiono di eccesso di razionalità, norme, schematizzazioni, ripetitività.
La sessualità permea profondamente ogni aspetto della nostra vita, eppure o forse proprio in ragione di questo, è uno degli aspetti più contrastanti, censurati, manipolati e distorti del comportamento umano. Un esempio per tutti: la TV, il cinema, i giornali, persino i videogiochi, sono pieni di violenza, sangue, sopraffazione e nessuno si scompone, ma in TV in prima serata, non si trasmetterebbe mai una scena di una coppia nuda che fa l’amore con passione. Sai che trauma per i pargoli, che fino a pochi minuti prima hanno massacrato nemici sulla playstation… Apparentemente un pene eretto è molto più traumatico e pericoloso di un kalashnikov fumante. (continua)

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