5. Come innamorarsi di tutte/i senza tradire nessuna/o

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5. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: La differenza tra fare l’amore e fare sesso
Suspence. Prima di addentrarmi ulteriormente nell’argomento posizioni, vorrei fare qualche precisazione.
Fare l’Amore è una danza, e come tale non si può imparare su internet! Né da un articolo, per quanto ben scritto, e neanche da una serie di video. Bisogna praticare!
Questa serie di post, in fondo, spero servano semplicemente a farvi venire dei dubbi sulle vostre convinzioni ed a farvi venir voglia di provare altro.

Per Fare l’Amore sul serio, come già detto nella prima “lezione”, dobbiamo sviluppare la nostra sensibilità, o meglio, sensorialità. E qua ritorniamo al concetto di Stare nel Corpo.
Tutti pensano di saper utilizzare i propri sensi, ma la realtà è diversa. I sensi della maggior parte delle persone sono in qualche modo addormentati. Ed oltretutto la maggior parte dell’attenzione, più che ai segnali che arrivano dai sensi, è rivolta ai pensieri ed alle interpretazioni più che alla realtà stessa. Questo è uno dei punti fondamentali, per questo lo sto ripetendo fino alla noia!
Il fatto è che quello che scrivo può solo servire a farvi venire il dubbio che sia veramente così, ma per accettarlo e digerirlo sul serio, lo dovrete verificare da voi, con la vostra attenzione, la vostra consapevolezza; scoprendo che non solo il fare l’amore ma tutta la vita cambia se siamo meno persi nel flusso dei nostri pensieri e più nel corpo.
E cambia in meglio, diventa più intensa, passionale, viva.

Questa è la vera rivoluzione, che può cambiare le sorti dell’umanità. Pensate ai nostri politici, ai padroni dell’economia, agli amministratori delegati, ai banchieri; cosa succederebbe se si riappropriassero del piacere di vivere? Quello vero? Smetterebbero di perseguire soldi e potere e di sputtanare l’umanità ed il nostro malridotto pianeta.

Qual’è la differenza tra fare l’amore e fare sesso? Personalmente penso che sia una domanda priva di senso, ma partendo dal presupposto che non esistono domande stupide ma solo risposte stupide, proverò a rispondere.

Per me la differenza è semplicemente nell’attenzione e nella consapevolezza con cui lo facciamo. Il salto di qualità non sta nell’essere innamorati del nostro partner.

Eppure è ovvio, innegabile, almeno per quelli che lo hanno provato, che fare l’amore con una persona di cui siamo innamorati è tutta un’altra cosa! Più intensa, coinvolgente, profonda, totalizzante.
Ma perché? La risposta che sembra naturale è “perché c’è l’Amore!”.
 Amore inteso come coinvolgimento emotivo, sentimentale profondo, a tutti i livelli. E questo coinvolgimento totalizzante nei confronti di qualcuno/a, apparentemente,  fa si che tutto quel che ci circonda ci sembri più intenso, colorato, piacevole, frizzante, in una parola VIVO.
Ma questo accade semplicemente perché siamo più aperti, sensibili, ricettivi. E come se le valvole dei sensi fossero state spalancate.
L’innamoramento nei confronti di qualcuno è solo il catalizzatore, non è la causa.
Questo stato, che in realtà è uno stato naturale, si può raggiungere anche in altro modo! Come?
Innamorandosi direttamente della Vita, tutta. In che modo?
Come l’Amore ci porta all’attenzione, l’attenzione ci porta all’Amore. È una relazione simmetrica.
Se stiamo veramente in quello che facciamo, amiamo; se amiamo qualcosa o qualcuno non possiamo non prestargli attenzione.
Se riusciamo ad essere totalmente presenti in un rapporto, anche se per pochi istanti, allora stiamo facendo l’Amore, anche se non siamo innamorati di quella persona. Una storia può anche durare lo spazio di un rapporto e rimanere Amore, con la A maiuscola.
Mi rendo conto che non sia facile accettarlo, in fatto di amore ognuno ha le sue convinzioni ben salde. Si pensa che l’Amore debba durare, lo leghiamo al senso di possesso, di univocità, di stabilità.
Provate semplicemente con i vostri sensi a stare pienamente nel vostro corpo ed a dedicarvi totalmente all’essere che avete tra le braccia. E vedete cosa accade.

Commentate gente, commentate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

3. Ricordati che hai le mani e.. Usale!

G.L. Bernini, Ratto di proserpina, particolare

3. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Il Piacere di Toccare
Se tutto il corpo è sensibile, come abbiamo visto nel post precedente
, limitare il Fare l’Amore solo al convulso sfregamento del pene con una mucosa a piacere, è una triste limitazione. Sia per la donna che per l’uomo.
Una valanga di terminazioni nervose, potenzialmente sollazzevoli, sprecate! Migliaia di centimetri quadrati di pelle inutilizzati!

Eppure, le uniche immagini di rapporto sessuale che internet ci mostra, spesso, ci ricordano un martello pneumatico impazzito il cui solo scopo è quello di trapanare a fondo. 
La pornografia è una pessima maestra di piacere ed una triste caricatura del Fare l’Amore. E non ne faccio una questione morale. Ognuno può vivere la propria vita sessuale come crede, basta che il proprio, o la propria partner, abbia gli stessi gusti.
 Il punto è un’altro: la pornografia nasce con lo scopo di far soldi, non di liberare sessualmente le persone, se davvero esistesse libertà sessuale il mondo del porno sparirebbe in un battibaleno.
Purtroppo la pornografia accontenta un enorme mercato che già esiste (e che, in parte, ha contribuito a creare) assecondando i gusti e, ahimé, i limiti, sessuali della maggioranza degli uomini e di una parte delle donne.
L’eccitazione che la pornografia causa, è tutta di testa. Non c’è tatto, non c’è olfatto, non c’è gusto. Senza voler scomodare i sentimenti.
Purtroppo la maggioranza delle persone, soprattutto degli uomini, vive la sua sessualità soprattutto mentalmente.
Il sesso, senza usare tutti i sensi, e senza avere una persona in carne ed ossa tra le nostre braccia, con le sue emozioni e la sua umanità, è come tentare di assaporare un pezzo di formaggio per un topo senza lingua! Il sapore lo può solo immaginare!

Ma torniamo a noi: c’è più di una conseguenza importante per il fatto che tutto il corpo è fonte di godimento:
– Fare l’Amore non è solo ed essenzialmente penetrazione;
– Quelli che, comunemente, vengono definiti preliminari, sono parte integrante e fondamentale del Fare l’Amore.
Conseguentemente quello che, spesso viene vissuto come un atto finalizzato all’orgasmo, diventa un rapporto godurioso dal principio alla fine! Ed oltretutto i tempi si allungano…
Ma come si fa? Semplice:
RICORDATI CHE HAI LE MANI
Possibilmente attaccate alle braccia. Ed anche una bocca ed una lingua.
Nell’immaginario della maggior parte delle persone, con le mani possiamo, eventualmente, accarezzare il partner durante i “preliminari”, ma esauriti questi, servono semplicemente ad afferrarsi a lui o a lei durante le fasi convulse ed esagitate che nella migliore delle ipotesi portano all’orgasmo dei due o, spesso, di uno solo degli amanti.
Ma nella giusta posizione, le nostre mani, possono raggiungere tutto, o quasi, il corpo del nostro partner in qualsiasi momento del rapporto. Accarezzarlo, massaggiarlo, sentirne la sua vibrazione, il calore. E questa è una cosa fantastica! Sempre che abbiamo sviluppato la sensibilità per assaporare tutti questi doni.
Ovviamente, per questo genere di cose, la posizione del missionario è inutilizzabile! Se non vogliamo soffocare sotto il nostro peso la nostra partner, le braccia ci servono solo per sostenerci!
Ma delle posizioni parleremo la prossima volta.

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Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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2. Multi-orgasmi, punti segreti e.. tricchetracche (con e senza bomba finale)

SempliceBellezza.com - ©Axel Cipollini

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2. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: L’ubiquo punto G
L’ossessione umana per la classificazione colpisce anche la sfera del piacere.
Dov’è il punto G? Ma esiste davvero il punto G? E gli uomini, ce l’hanno? No, loro hanno il punto L. Ah! E dov’è? È in corrispondenza del perineo, tra ano e scroto. No! È alla base del glande, vicino al frenulo. Uh! Ma se esiste il punto G, stimolandolo si arriva all’orgasmo clitorideo o vaginale? Be, se il punto G è all’interno della vagina sarà vagin… No! Il punto G è la propaggine interna del clitoride, quindi.. Lo ha detto il Prof. Cabeza. Ma io non sarei così sicuro, infatti il Dott. Capullo  ha confutato chiaramente la ipotesi che…
E via andare. Interminabili discussioni sul sesso degli angeli, crociate alla ricerca del Santo Graal del piacere!
Eppure ci deve essere un trucco per far provare alla donna una scarica di orgasmi come i tricchetracche alla festa di Piedigrotta: fuochi d’artificio di spasmodica goduria!
 E l’uomo? No l’uomo non può! Ma ci deve essere un punto che doni anche all’uomo l’impagabile capacità multiorgasmica! 
Effettivamente c’è, solo che lo conoscono solo alcuni saggi taoisti, eremiti nelle grotte himalayane. Il problema è che lo tramandano in punto di morte a pochi fidati discepoli! Ma solo se le congiunzioni astrali sono propizie.

OK, basta, andiamo al punto (quale? G, L, H…).
Il segreto c’è e come! E pure difficilissimo da scoprire. Perché? 
È troppo semplice da accettare. 
Eccolo qui:

TUTTO IL CORPO È EROGENO

Tutto il corpo può provare piacere.
Grande delusione? Incredulità? Sicuramente ci sarà qualcuno che starà pensando che c’è piacere e piacere, e che il piacere sessuale è altro, e che non si può provare un’orgasmo se ci accarezzano un gomito. Già. E che magari le donne sì… però l’uomo è sensibile solo lì, e soltanto lì, e deve essere stimolato proprio lì. Non si scappa!
Indubbiamente esistono zone più o meno sensibili, ma tutto il corpo, opportunamente toccato, prova piacere, o meglio, può provare piacere. Ed il piacere sessuale non è solo orgasmo, non è limitato solo a quei pochi secondi. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Le limitazioni, gli schemi, i confini, sono solo nella nostra testa. Tutto è relazionato, tutto si fonde con tutto.
Che il corpo, maschile o femminile, sia tutto straordinariamente sensibile, godurioso e godibile, non è qualcosa che possiamo accettare mentalmente. È il corpo stesso che ce lo deve confermare!
E ovviamente molta gente penserà di avere solo pochi centimetri quadrati di pelle sensibili e che questo sia un dato di fatto, tristemente inconfutabile! Ebbene no. Per esperienza personale, no!
Tutto il corpo può diventare generatore di piacere, anche se adesso non lo è. 
Ma come? Qual’è il segreto? Qual’è la tecnica?
Semplice. Per imparare a sentire piacere con tutto il corpo dobbiamo stare nel corpo. E qui torniamo alla prima lezione. Se non l’avete ancora fatto andatevela a leggere, qui.

La funzione sviluppa l’organo. Per imparare a sentire dobbiamo provare a sentire. 
In realtà possiamo esercitarci quando vogliamo, anche da soli, anche in metropolitana, anche al lavoro, e non solo facendo l’amore!
Alla bisogna esiste una pratica della tradizione tantrica shivaita estremamente efficace (tramandatami in gran segreto, più o meno, da un esilarante guraccione della via della mano ambisinistra, D.O., che Shiva gli renda merito).
E funziona! Ed è anche molto semplice, almeno apparentemente.
Consiste nel prestare la massima attenzione, per alcuni secondi, massimo dieci, ad una sensazione. In quella frazione di tempo, dovremo stare pienamente in quella sensazione, dovremo entrarci dentro, calarci nelle sue profondità, esplorarla come se fosse la cosa più bella del mondo. Anzi, l’unica cosa che esiste.
Poco tempo, massima attenzione.
Ma quale sensazione scegliere? Va bene tutto!
Possiamo iniziare con sensazioni intense, piacevoli, come l’acqua calda che ci scorre sul corpo durante la doccia, oppure la carezza di una brezza primaverile sul volto, ma ogni sensazione merita di essere esplorata: toccare la tastiera di un computer, o la sensazione del suolo sotto i piedi mentre camminiamo, o lo strofinare dei vestiti sulla nostra pelle.
Solo pochissimi secondi, ma senza pensare assolutamente a nulla. Sentire e basta. E, se possibile, dimenticando per un attimo tutte le altre informazioni che ci arrivano dagli altri sensi. Isolando solo quella particolare sensazione.
All’inizio sembra impossibile, poi diventa divertente.
Quante volte? Quante volte volete! 10, 20, o 100 volte al giorno. In realtà non è qualcosa che rubi tempo. Lo possiamo fare in tutti quei momenti in cui non ci è richiesta una particolare attenzione ad altro. Non fatelo mentre guidate! E neanche mentre state disinnescando una mina o durante un’operazione a cuore aperto! Ma durante un’attesa all’ufficio postale o mentre state andando a fare la spesa è l’ideale! Ovvio che potrete farlo anche facendo l’amore!
L’unica cosa difficile, all’inizio, è ricordarsi di farlo, avere un minimo di continuità. M ad un certo punto diventerà qualcosa di naturale.
Lavorando con il tatto, qualora possibile, potete chiudere gli occhi, in maniera da eliminare uno dei sensi più invadenti, la vista.
Si possono esercitare tutti i sensi, uno per volta ovviamente. Ma vi consiglio di iniziare con il tatto, e di proseguire con olfatto e gusto, lasciando e udito e vista per ultimi.
Come si chiama? Se proprio volete dargli un nome chiamatele micropratiche!
PS Ma cosa c’entra tutto questo con il fare l’amore? Lo scoprirete da soli.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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Lo Spazio per Fare l’Amore

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E poi l’amore, il sesso, come l’arte e la creatività, hanno bisogno di spazio.
Spazio per esprimersi, spazio interno non occupato da schemi, aspettative e false immagini, spazio che lasciamo all’altro per i suoi tempi e i suoi desideri, con apertura all’imprevisto e alla spontaneità.
Esattamente il contrario di una performance preconfezionata, tra due esseri che non hanno nemmeno un reale contatto di pelle. Se almeno sentissero quello, veramente, in tutta la sua immensa potenza, non servirebbe altro!
Se non abbiamo spazio disponibile dentro di noi, come possiamo ricevere qualcosa?
Se non apriamo la porta, come possiamo dare?
E poi il rilassamento. Molto spesso, nell’atto d’amore, siamo tesi nello sforzo di raggiungere un obiettivo. Ma le parole tensione, sforzo e obiettivo sono in totale contrasto con il fare l’amore.
Utilizziamo il sesso come puro scarico di tensione.
Com’è il nostro volto o quello del nostro partner nel momento dell’orgasmo?
Molto spesso è teso, separandolo dal contesto non lo si direbbe il volto di qualcuno che sta amando, piuttosto quello di qualcuno impegnato in un’attività faticosa e per nulla piacevole.
Così il nostro corpo. Si tende, si contrae e rimpiccolisce il suo spazio vitale.
Ma quanto più grande sarà lo spazio, il rilassamento, maggiore sarà il piacere, che potrà diffondersi senza limiti.
Lasciare che l’eccitazione segua i suoi percorsi, che possa salire e scendere a piacimento e poter godere di ogni istante, di ogni secondo del viaggio.
Lasciare che si espanda oltre l’area genitale, in tutto il corpo, così che ogni centimetro di pelle, possa diventare una zona erogena ed una fonte reciproca di piacere.
Non solo per il tocco o la vista, anche per il suo odore, la sua temperatura, il suo sapore.
Per godere di questo ci vuole tempo, tempo e spazio. Che non significa dedicarvi necessariamente ore, ma semplicemente essere presenti totalmente nei momenti in cui ci dedichiamo l’uno all’altro.
Sembrano consigli senza senso, parole ad effetto prive di significato. Per questo non si trovano su internet e tanto meno nei corsi e nei manuali di neo-tantra. Che invece si affannano a consigliare e prescrivere tecniche, posizioni, schematizzazioni del corpo e del piacere.
Questi si che sembrano consigli pragmatici, utili ed efficaci. E invece sono semplicemente inutili se prima non abbiamo recuperato pienamente l’uso dei nostri sensi ed il rapporto con il nostro corpo.
Il sesso deve uscire dalla testa ed entrare nel corpo. Passando dal cuore.
Se resta confinato nelle immagini del nostro mentale diventa semplicemente lo specchio delle nostre nevrosi.
Il nostro modo di fare l’amore svela infatti tutto il nostro essere: il rapporto con il proprio corpo, la capacità di donare e ricevere, la dolcezza e la durezza, la capacità di abbandonarci e di accogliere, il desiderio di dominare e di essere dominati, la fiducia o la paura dell’altro, il rispetto della libertà altrui o la possessività, la nostra grandezza o la nostra piccolezza.
Siamo totalmente noi, nudi oltre la pelle esposta.
Il primo passo per godere di più e più a lungo è semplicemente abbracciarsi e sentire il nostro respiro e quello dell’altro, il loro accordo o il loro controcanto, le loro variazioni, le loro vibrazioni…

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Manette di peluche?

manette

 

E il fare l’amore reale, com’è? Senz’altro diverso da quello dipinto dalla pornografia, ma mediamente non molto migliore. Sempre le statistiche ci dicono che più della metà delle persone è insoddisfatta della propria vita sessuale, che si riduce ad un quarto d’ora sempre uguale (se va bene, se no anche cinque minuti), un paio di volte la settimana (se non una o meno). E il desiderio sessuale è in calo, sia per gli uomini che per le donne.
E cosa può ravvivare queste noiose vite sessuali? Provare posizioni nuove? Manette rivestite di peluche leopardato, vibratori spaziali tri-rotanti o travestimenti da crocerossina? Condom fosforescenti o color nero-mandingo o… forse cambiare partner più spesso?
Magari tutto questo può aiutare ad uscire dalla routine e, apparentemente, dare nuova energia ad una vita sessuale ibernata… Ma il punto vero è un altro.
Così come per imparare a fotografare (dipingere, scolpire…) è fondamentale imparare a vedere; molto più che imparare la tecnica o cambiare macchina fotografica, così per fare l’amore la prima cosa è imparare a sentire, se stessi e l’altro.
Ancora una volta, il punto sta nella coscienza. Coscienza di se prima di tutto. Fare l’amore parte dall’attenzione verso se stessi.
Quanto riusciamo a sentirci, a percepire il nostro corpo, la nostra pelle, quanto sensibili sono i nostri sensi, le nostre mani?
E coscienza dell’altro. Per fare l’amore dobbiamo renderci conto che l’altro esiste, che esistono i suoi desideri, il suo piacere, la sua pelle, i suoi sensi. (continua)

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Cybersesso

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Fare l’amore. Già semplicemente questa espressione verbale sembra in qualche modo fuori moda, e quasi sempre è sostituita con espressioni solo apparentemente equivalenti: fare sesso, scopare, accoppiarsi, copulare etc. etc.
Proviamo a inserire “Fare l’amore”, su Google: i risultati sono disarmanti, si va dalle “dieci ragioni per fare l’amore” (tra le quali troneggia al primo posto: per fare esercizio fisico) ad un breve catalogo delle posizioni principali (missionario, pecorina etc.), passando per le dieci regole per far bene l’amore (prima regola per lei: dominare la presenza dei peli superflui, prima regola per lui: lavarsi).
Nel migliore dei casi si finisce su siti che reclamizzano libri o corsi che promettono tecniche pseudo-tantriche per far l’amore tutta la notte e raggiungere orgasmi di intensità da scala Mercalli.
Insomma non si trova granché e quel poco è davvero deludente. Eppure, almeno apparentemente internet è stracolmo di sesso, o meglio di pornografia, ogni 38 minuti viene creato un nuovo sito porno, un quarto delle ricerche sui motori di ricerca riguarda il sesso ed i fatturati dell’industria del porno sono a livello di quelli delle principali emittenti televisive americane messe assieme. Tra tutti i naviganti della rete, ben il 75% degli uomini ed il 25% delle donne sono fruitori, occasionali o abituali, di questa valanga di cybersesso.
Sesso virtuale che dipinge una maniera di “fare l’amore” o meglio di fare sesso, totalmente stereotipata e falsa. Che, malgrado ciò, per molti rappresenta un modello, se non altro virtuale. Rapporti sessuali monotoni in cui le sequenze sono sempre uguali, quasi sempre permeati di violenza, in cui i preliminari non esistono ed i corpi sono limitati ai soli organi sessuali, e quasi non c’è ulteriore contatto tra uomo e donna. Abbracci, carezze e baci sono tabù. Appartengono al mondo dell’affettività, non a quello del sesso. (continua)

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Creatività Sessuale

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Fare l’amore è una delle cose che la gente più necessita e meno ha.
Fare l’amore richiede due corpi e due cuori, nella maggior parte dei casi ci sono solo due teste.
Creatività e sessualità sono intimamente correlate: entrambe hanno come scopo la creazione di qualcosa di nuovo: un’opera d’arte, un figlio, una relazione o semplicemente un attimo, una eternità di puro piacere.
Sia creatività che sessualità vivono di amore, passione, istinto, corpo, sensi, spontaneità, fremito; entrambe muoiono di eccesso di razionalità, norme, schematizzazioni, ripetitività.
La sessualità permea profondamente ogni aspetto della nostra vita, eppure o forse proprio in ragione di questo, è uno degli aspetti più contrastanti, censurati, manipolati e distorti del comportamento umano. Un esempio per tutti: la TV, il cinema, i giornali, persino i videogiochi, sono pieni di violenza, sangue, sopraffazione e nessuno si scompone, ma in TV in prima serata, non si trasmetterebbe mai una scena di una coppia nuda che fa l’amore con passione. Sai che trauma per i pargoli, che fino a pochi minuti prima hanno massacrato nemici sulla playstation… Apparentemente un pene eretto è molto più traumatico e pericoloso di un kalashnikov fumante. (continua)

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