8. Alla maniera dei quadrupedi lanosi o, se preferisci, famolo strano

KamaSutra19

8. Fare l’Amore in poche semplici lezioni
Generalmente una delle posizioni più note è quella in cui i due amanti, guardandosi in faccia a pochi millimetri di distanza, giacciono sovrapposti come in un panino. Detta: religioso-che-va-per-il-mondo-a-portare-la-verità.
Oppure quella da terga, che va alla grande tra gli altri mammiferi (delfini e balene a parte), detta volgarmente, alla-maniera-dei-quadrupedi-lanosi.
Ovviamente ci sono anche molte altre posture dai nomi altrettanto divertenti:
spegni-manufatto-in-cera-anticamente-usato-per-illuminare,
radice-di-4761,
la-posata-da-brodo,
Eccetera, eccetera.
Ci sono poi posizioni rare ed acrobatiche che richiedono abilità da contorsionista e coraggio da trapezista. Ma non voglio concentrarmi ne sulle prime, né sulle ultime, o perché già note o perché francamente pericolose, a meno di non far parte del Circo Togni.
Avevo iniziato a parlare del tema alcuni mesi fa, qui, promettendo un seguito che si è fatto aspettare, ma ogni promessa è debito.
Forse ho aspettato così tanto perché in qualche modo sono combattuto.
Sono importanti le posizioni?
Si, anche se non certo la cosa più importante.
E allora perché non parlarne?
Il punto è, lo vedo dalle ricerche su google che spesso portano l’ignaro navigante sulle sponde di questo blog, che ridurre il fare l’amore alle posizioni è fuorviante. Se dovessi dare uno ed un solo consiglio a chi vuol far bene l’amore gli direi:
DIMENTICA OGNI REGOLA.
Solo che sarebbe un consiglio che a poco servirebbe.

Come si raggiunge la spontaneità? Non certo con la volontà, almeno non direttamente.
Diciamo che imparare a fare l’amore è come ripulire un capolavoro, una scultura greca del grande Prassitele, per esempio.
La statua è perfetta, solo che bisogna liberarla dalla sua prigione. È come se quell’opera meravigliosa, in seguito ad un naufragio, fosse finita in fondo al Mediterraneo, e i secoli la avessero coperta di concrezioni, di conchiglie, di alghe, di organismi, in maniera tale da essere irriconoscibile, informe.
Questo capolavoro sei tu.
Ed in te, c’è già tutto, assolutamente TUTTO.
Il punto è che c’è anche troppo.
Sei un capolavoro dentro un sarcofago calcareo fatto di centinaia di strati sovrapposti e adesso bisogna ripulirti da quintali di incrostazioni, ovvero di luoghi comuni, pregiudizi, paure, schemi sballati, culturali, religiosi, familiari, che imprigionano il tuo corpo che sa già tutto quello che c’è da sapere.
E per liberarti da tutto ciò, secondo la mia esperienza, devi innanzitutto riacquistare la tua Sensibilità Naturale.
So già che se non hai ancora iniziato questo cammino, questa frase ti risulterà senza senso, anzi, ti farà innervosire. Forse anche incazzare.
A recuperare la spontaneità ci arriverai rendendoti conto che non sei spontaneo. Per niente. Spesso, sei assolutamente prevedibile. Te ne sei già resa/o conto?
In caso negativo si vede che non sei sufficientemente sensibile. Torna indietro al primo passo: recupera la tua Sensibilità Naturale.
Bene, se sei arrivato fin qui a leggere, probabilmente alcuni dei passi di cui parlo li avrai già fatti, altrimenti mi avresti già mandato a cag***  e saresti passato a vederti un bel video di YouPorn.
Probabilmente hai già intuito molte cose da sola/o e cerchi solo delle conferme.
E quindi andiamo avanti su ‘ste benedette posizioni.
Allora!
Nel primo post avevo paragonato il Fare l’Amore ad una danza, ebbene si può imparare a ballare il tango guardando le figure di un manuale? I ballerini più bravi sono quelli che conoscono più figure?
Le risposte già le sai.
Ogni posizione, nel fare l’Amore, discende in maniera naturale da molte considerazioni che in realtà, mentre facciamo l’amore, non facciamo.
Tutto dovrebbe accadere in maniera spontanea, naturale.
Non c’è spazio per la mente razionale, è l’istinto che comanda.
Se mentre stai guidando in autostrada, e stai superando un autotreno, ti scoppia una gomma ed inizi a sbandare, hai tempo di pensare? Di soppesare considerazioni?
No, cerchi di salvarti e basta.
Fare l’amore potrebbe sembrare una situazione totalmente diversa, ma per essere vissuto davvero richiede un’attenzione ed una presenza assolute, come se fosse una questione di vita o di morte.
Comunque, volendo razionalizzare, a posteriori, alcuni dei motivi che stanno dietro la scelta di una posizione li avevo già citati nel primo post sul tema:
È una posizione che si può mantenere in maniera rilassata?
Il bacino dei due amanti si può muovere liberamente?
Le braccia, le mani dei due sono libere? Possono accarezzare liberamente? Oppure sono impegnate nel sostenersi?
Mi da e dona piacere all’altra persona?
In realtà ci sono anche altre considerazioni, forse ancora più importanti. Ogni momento è unico, ogni persona è unica. Ogni posizione è solo figlia di quel momento. Nasce spontanea da sola.
Ogni posizione può andar bene se è adatta a quel momento.

Se stai ancora leggendo avrai già capito un’altra cosa: fare l’amore non è solo penetrazione o preparazione alla penetrazione e neanche “principalmente” penetrazione. Fare l’Amore è una relazione intima tra due esseri viventi durante la quale l’attrazione sessuale e la sensorialità giocano un ruolo importante. Non c’è bisogno di niente altro, non ci sono regole e non bisogna arrivare da nessuna parte. Né entrare da nessuna parte, né essere penetrate/i e neppure all’orgasmo!
Non è obbligatorio e si può spassarsela alla grande anche senza.
Il punto non è che provare uno o più orgasmi non sia fantastico e desiderabile… certo che lo è, ma il fare l’amore non può e non deve essere finalizzato a nulla neanche all’orgasmo. Lo so che fa molto new-age però è vero: un viaggio è bello di per se, non tanto perchè si giunge ad una meta.
E non perseguendo l’orgasmo, l’orgasmo arriverà, ancora più travolgente e pirotecnico.
Oppure no, e va bene lo stesso!

Diciamo che la sfera sessuale è stata (ed è) attaccata in molti modi, molti dei quali non ortodossi. Questo perché il sesso fa paura a tutti quelli che vogliono imbrigliare la libertà degli uomini.
Nell’epoca in cui viviamo, si parla molto di sesso, si mostra molto sesso, ma in genere lo si fa in maniera atroce. Questa è una maniera per demonizzarlo e per tentare di esorcizzarlo al tempo stesso. La stessa pornografia non è esaltazione del sesso, è un vero e proprio attacco alla sessualità. La svilisce, la impoverisce, la deforma, la spersonalizza. Fa quasi più danni delle religioni istituzionalizzate! Qualunque divieto o consuetudine relativa al sesso lo deforma ed è una maniera per renderlo qualcosa da cui fuggire, qualcosa di “pericoloso”. È solo una strategia.

Ma torniamo alle nostre posizioni! Non voglio trasformare questo articolo in un manuale. Il sesso non ha bisogno di manuali, ha bisogno di Libertà, di Spazio.
Quindi non entrerò in dettagli, questi li scoprirete da soli.
Mi limiterò a dare qualche ispirazione, fermo restando che qualsiasi posizione può essere godibilissima, tutto dipende dal momento.
Nelle antiche illustrazioni indiane di trattati sull’ars amatoria, troviamo moltissime posizioni sedute, ovvero in cui uno o entrambi gli amanti sono seduti o inginocchiati.
In queste posture gli amanti godono di grande libertà di movimento delle braccia e delle mani, che, spesso, possono raggiungere qualsiasi punto del corpo dell’altro. Un inciso: tutto il corpo è erogeno e restringere la zona di contatto dei due (o più) amanti ai due organi sessuali significa ridurre le possibilità e le modalità del piacere di molto-davvero-molto.
Ancora più importante, in queste posizioni la colonna vertebrale si può muovere liberamente, come se fosse un cobra di fronte ad un incantatore, e può assecondare la respirazione. Con la schiena dritta, poi, l’energia può scorrere liberamente in tutto il corpo.
Ultimo vantaggio delle posizioni sedute è che sono un punto di partenza dalle quali è molto facile raggiungere altre posture con grazia e fluidità, come in una danza d’amore. Un’ottima scuola di fluidità è il massaggio Kashmiro. Qui un nostro video per darvi un’idea.
E poi, tra le meno note, a parte la posata-da-brodo, ci sono le posizioni di fianco. In genere queste non permettono una uguale mobilità di entrambi gli arti, ma hanno il vantaggio di poter essere mantenute a lungo con grande rilassatezza oltretutto senza mai gravare con il proprio peso sul partner.
Comunque, e lo ripeterò fino alla noia, conoscere le posizioni a nulla serve se non siamo sensibili e spontanei e se non sappiamo respirare, seguire il ritmo del nostro e dell’altrui corpo, ed anche fermarci se è il caso, mantenendoci rilassati nel piacere.

I tantrici dicono: se ti stai chiedendo se è giusto fare o meno una cosa, non la fare. Non è un discorso di opportunità, ne tantomeno di moralità. Si tratta semplicemente di essere spontanei, naturali. Se c’è il pensiero che si frappone, la spontaneità è già persa.
Se invece, tutto questo è rispettato, allora non esiste alcuna cosa che non si possa fare, sempre nel rispetto, anzi nell’adorazione, dell’Altro.

Praticate gente, Praticate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

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E non dimenticate che ci sono le altre lezioni

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