2. Multi-orgasmi, punti segreti e.. tricchetracche (con e senza bomba finale)

SempliceBellezza.com - ©Axel Cipollini

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2. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: L’ubiquo punto G
L’ossessione umana per la classificazione colpisce anche la sfera del piacere.
Dov’è il punto G? Ma esiste davvero il punto G? E gli uomini, ce l’hanno? No, loro hanno il punto L. Ah! E dov’è? È in corrispondenza del perineo, tra ano e scroto. No! È alla base del glande, vicino al frenulo. Uh! Ma se esiste il punto G, stimolandolo si arriva all’orgasmo clitorideo o vaginale? Be, se il punto G è all’interno della vagina sarà vagin… No! Il punto G è la propaggine interna del clitoride, quindi.. Lo ha detto il Prof. Cabeza. Ma io non sarei così sicuro, infatti il Dott. Capullo  ha confutato chiaramente la ipotesi che…
E via andare. Interminabili discussioni sul sesso degli angeli, crociate alla ricerca del Santo Graal del piacere!
Eppure ci deve essere un trucco per far provare alla donna una scarica di orgasmi come i tricchetracche alla festa di Piedigrotta: fuochi d’artificio di spasmodica goduria!
 E l’uomo? No l’uomo non può! Ma ci deve essere un punto che doni anche all’uomo l’impagabile capacità multiorgasmica! 
Effettivamente c’è, solo che lo conoscono solo alcuni saggi taoisti, eremiti nelle grotte himalayane. Il problema è che lo tramandano in punto di morte a pochi fidati discepoli! Ma solo se le congiunzioni astrali sono propizie.

OK, basta, andiamo al punto (quale? G, L, H…).
Il segreto c’è e come! E pure difficilissimo da scoprire. Perché? 
È troppo semplice da accettare. 
Eccolo qui:

TUTTO IL CORPO È EROGENO

Tutto il corpo può provare piacere.
Grande delusione? Incredulità? Sicuramente ci sarà qualcuno che starà pensando che c’è piacere e piacere, e che il piacere sessuale è altro, e che non si può provare un’orgasmo se ci accarezzano un gomito. Già. E che magari le donne sì… però l’uomo è sensibile solo lì, e soltanto lì, e deve essere stimolato proprio lì. Non si scappa!
Indubbiamente esistono zone più o meno sensibili, ma tutto il corpo, opportunamente toccato, prova piacere, o meglio, può provare piacere. Ed il piacere sessuale non è solo orgasmo, non è limitato solo a quei pochi secondi. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Le limitazioni, gli schemi, i confini, sono solo nella nostra testa. Tutto è relazionato, tutto si fonde con tutto.
Che il corpo, maschile o femminile, sia tutto straordinariamente sensibile, godurioso e godibile, non è qualcosa che possiamo accettare mentalmente. È il corpo stesso che ce lo deve confermare!
E ovviamente molta gente penserà di avere solo pochi centimetri quadrati di pelle sensibili e che questo sia un dato di fatto, tristemente inconfutabile! Ebbene no. Per esperienza personale, no!
Tutto il corpo può diventare generatore di piacere, anche se adesso non lo è. 
Ma come? Qual’è il segreto? Qual’è la tecnica?
Semplice. Per imparare a sentire piacere con tutto il corpo dobbiamo stare nel corpo. E qui torniamo alla prima lezione. Se non l’avete ancora fatto andatevela a leggere, qui.

La funzione sviluppa l’organo. Per imparare a sentire dobbiamo provare a sentire. 
In realtà possiamo esercitarci quando vogliamo, anche da soli, anche in metropolitana, anche al lavoro, e non solo facendo l’amore!
Alla bisogna esiste una pratica della tradizione tantrica shivaita estremamente efficace (tramandatami in gran segreto, più o meno, da un esilarante guraccione della via della mano ambisinistra, D.O., che Shiva gli renda merito).
E funziona! Ed è anche molto semplice, almeno apparentemente.
Consiste nel prestare la massima attenzione, per alcuni secondi, massimo dieci, ad una sensazione. In quella frazione di tempo, dovremo stare pienamente in quella sensazione, dovremo entrarci dentro, calarci nelle sue profondità, esplorarla come se fosse la cosa più bella del mondo. Anzi, l’unica cosa che esiste.
Poco tempo, massima attenzione.
Ma quale sensazione scegliere? Va bene tutto!
Possiamo iniziare con sensazioni intense, piacevoli, come l’acqua calda che ci scorre sul corpo durante la doccia, oppure la carezza di una brezza primaverile sul volto, ma ogni sensazione merita di essere esplorata: toccare la tastiera di un computer, o la sensazione del suolo sotto i piedi mentre camminiamo, o lo strofinare dei vestiti sulla nostra pelle.
Solo pochissimi secondi, ma senza pensare assolutamente a nulla. Sentire e basta. E, se possibile, dimenticando per un attimo tutte le altre informazioni che ci arrivano dagli altri sensi. Isolando solo quella particolare sensazione.
All’inizio sembra impossibile, poi diventa divertente.
Quante volte? Quante volte volete! 10, 20, o 100 volte al giorno. In realtà non è qualcosa che rubi tempo. Lo possiamo fare in tutti quei momenti in cui non ci è richiesta una particolare attenzione ad altro. Non fatelo mentre guidate! E neanche mentre state disinnescando una mina o durante un’operazione a cuore aperto! Ma durante un’attesa all’ufficio postale o mentre state andando a fare la spesa è l’ideale! Ovvio che potrete farlo anche facendo l’amore!
L’unica cosa difficile, all’inizio, è ricordarsi di farlo, avere un minimo di continuità. M ad un certo punto diventerà qualcosa di naturale.
Lavorando con il tatto, qualora possibile, potete chiudere gli occhi, in maniera da eliminare uno dei sensi più invadenti, la vista.
Si possono esercitare tutti i sensi, uno per volta ovviamente. Ma vi consiglio di iniziare con il tatto, e di proseguire con olfatto e gusto, lasciando e udito e vista per ultimi.
Come si chiama? Se proprio volete dargli un nome chiamatele micropratiche!
PS Ma cosa c’entra tutto questo con il fare l’amore? Lo scoprirete da soli.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.