9. Hai mai visto fare l’amore per davvero?

Immagine

9. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: recuperare la sensibilità
Come si impara a fare l’amore? Semplice: è istintivo, non c’è niente da imparare, basta lasciarsi andare e basta.
Eppure non deve essere proprio così facile se è tanto difficile trovare una sia pur sbiadita, remota, tremolante, o persino indiretta testimonianza di due esseri che fanno l’amore, davvero.
Ci sono centinaia di film e centinaia di migliaia di video che immortalano i momenti più intimi, più commoventi, più emozionanti, più pericolosi, più sfolgoranti della razza umana, ma è estremamente difficile trovare una rappresentazione che lasci perlomeno intuire cosa voglia dire fare l’amore davvero.
 Eppure internet pullula di sesso e di penetrazioni a ritmi forsennati.
Magari qualcuno starà pensando che la differenza è semplicemente nel fatto che nella pornografia non c’è amore, inteso come coinvolgimento sentimentale. Personalmente credo che la differenza stia piuttosto nel fatto che non c’è ascolto, non c’è coscienza, tutto è assolutamente automatico, meccanico.
Alcuni penseranno che il problema sia nel fatto che i corpi sono trattati come oggetti e non come persone. Ma la differenza, ancora una volta non è lì. Anche uno strumento musicale in fondo è solo un oggetto, eppure c’è modo e modo di suonarlo. 
Ma cosa serve per imparare a suonare? Anzi, per suonare come Miles Davis? 
Esperienza, passione, tecnica, predisposizione, abilità. Indubbiamente, ma ancora e prima di tutto bisogna saper ascoltare. La capacità di ascolto è la prima dote. Per questo si parla di “orecchio musicale”.
E qui entriamo in un campo minato. Lo so.
Perché è difficilissimo spiegare cosa significa sentire, essere sensibili. Comunque ci provo lo stesso. 
Tornando al parallelo con uno strumento musicale: mentre lo suoniamo dobbiamo non solo renderci conto del fatto che questo stia emettendo un suono, ma anche riconoscerne la tonalità, l’intensità, la durata, e poi il ritmo, la melodia che stiamo creando.
In una relazione intima, le cose sono ancora più complesse, per prima cosa perché ogni essere umano è unico, poi perché ogni momento è differente e, per finire, perché siamo in due (o più!). Quindi dovremo ascoltare non solo l’altro, ma anche noi stessi, sia fisicamente che emozionalmente.
Parlando di ascolto, in questo caso, mi riferisco alla capacità di sentire cosa sta provando l’altra persona e cosa desidera in quel particolare istante e di creare un equilibrio, una danza che sposi i nostri desideri. E tutto questo spontaneamente, senza passare per una elaborazione mentale.
Il risultato, quando facciamo l’amore davvero, è una sinfonia, assolutamente unica che non ha nulla a che vedere con gli automatismi e gli stereotipi che troviamo in giro, dove gli Stradivari, in genere, vengono suonati con il martello per intonare sempre la solita melodia stonata.
Non ci siamo estinti solo perché si può concepire anche senza saper fare l’amore. Per fortuna.
Ma c’è una buona notizia, anzi due. Anzi tre.
La prima è che la sensibilità, la capacità di ascolto, può essere appresa, anzi, meglio, recuperata.
La seconda è che quando riscopriamo la nostra sensibilità di ascolto in generale, automaticamente cresce anche la nostra capacità di sentire piacere, e di molto.
La terza: recuperare la nostra sensibilità non influisce solo sulla nostra vita sessuale ma influenza profondamente la nostra maniera di stare al mondo. È come tornare a casa dopo molti anni.
Tutto questo non va capito, va provato. Come si fa?
Si parte dal solfeggio, si chiamano micropratiche.
Ne avevo parlato qui:
https://farelamore.wordpress.com/2012/01/25/2-lubiquo-punto-g-fare-lamore-in-poche-semplici-lezioni-2/
Praticate gente, praticate!

http://farelamore.org

8. Alla maniera dei quadrupedi lanosi o, se preferisci, famolo strano

KamaSutra19

8. Fare l’Amore in poche semplici lezioni
Generalmente una delle posizioni più note è quella in cui i due amanti, guardandosi in faccia a pochi millimetri di distanza, giacciono sovrapposti come in un panino. Detta: religioso-che-va-per-il-mondo-a-portare-la-verità.
Oppure quella da terga, che va alla grande tra gli altri mammiferi (delfini e balene a parte), detta volgarmente, alla-maniera-dei-quadrupedi-lanosi.
Ovviamente ci sono anche molte altre posture dai nomi altrettanto divertenti:
spegni-manufatto-in-cera-anticamente-usato-per-illuminare,
radice-di-4761,
la-posata-da-brodo,
Eccetera, eccetera.
Ci sono poi posizioni rare ed acrobatiche che richiedono abilità da contorsionista e coraggio da trapezista. Ma non voglio concentrarmi ne sulle prime, né sulle ultime, o perché già note o perché francamente pericolose, a meno di non far parte del Circo Togni.
Avevo iniziato a parlare del tema alcuni mesi fa, qui, promettendo un seguito che si è fatto aspettare, ma ogni promessa è debito.
Forse ho aspettato così tanto perché in qualche modo sono combattuto.
Sono importanti le posizioni?
Si, anche se non certo la cosa più importante.
E allora perché non parlarne?
Il punto è, lo vedo dalle ricerche su google che spesso portano l’ignaro navigante sulle sponde di questo blog, che ridurre il fare l’amore alle posizioni è fuorviante. Se dovessi dare uno ed un solo consiglio a chi vuol far bene l’amore gli direi:
DIMENTICA OGNI REGOLA.
Solo che sarebbe un consiglio che a poco servirebbe.

Come si raggiunge la spontaneità? Non certo con la volontà, almeno non direttamente.
Diciamo che imparare a fare l’amore è come ripulire un capolavoro, una scultura greca del grande Prassitele, per esempio.
La statua è perfetta, solo che bisogna liberarla dalla sua prigione. È come se quell’opera meravigliosa, in seguito ad un naufragio, fosse finita in fondo al Mediterraneo, e i secoli la avessero coperta di concrezioni, di conchiglie, di alghe, di organismi, in maniera tale da essere irriconoscibile, informe.
Questo capolavoro sei tu.
Ed in te, c’è già tutto, assolutamente TUTTO.
Il punto è che c’è anche troppo.
Sei un capolavoro dentro un sarcofago calcareo fatto di centinaia di strati sovrapposti e adesso bisogna ripulirti da quintali di incrostazioni, ovvero di luoghi comuni, pregiudizi, paure, schemi sballati, culturali, religiosi, familiari, che imprigionano il tuo corpo che sa già tutto quello che c’è da sapere.
E per liberarti da tutto ciò, secondo la mia esperienza, devi innanzitutto riacquistare la tua Sensibilità Naturale.
So già che se non hai ancora iniziato questo cammino, questa frase ti risulterà senza senso, anzi, ti farà innervosire. Forse anche incazzare.
A recuperare la spontaneità ci arriverai rendendoti conto che non sei spontaneo. Per niente. Spesso, sei assolutamente prevedibile. Te ne sei già resa/o conto?
In caso negativo si vede che non sei sufficientemente sensibile. Torna indietro al primo passo: recupera la tua Sensibilità Naturale.
Bene, se sei arrivato fin qui a leggere, probabilmente alcuni dei passi di cui parlo li avrai già fatti, altrimenti mi avresti già mandato a cag***  e saresti passato a vederti un bel video di YouPorn.
Probabilmente hai già intuito molte cose da sola/o e cerchi solo delle conferme.
E quindi andiamo avanti su ‘ste benedette posizioni.
Allora!
Nel primo post avevo paragonato il Fare l’Amore ad una danza, ebbene si può imparare a ballare il tango guardando le figure di un manuale? I ballerini più bravi sono quelli che conoscono più figure?
Le risposte già le sai.
Ogni posizione, nel fare l’Amore, discende in maniera naturale da molte considerazioni che in realtà, mentre facciamo l’amore, non facciamo.
Tutto dovrebbe accadere in maniera spontanea, naturale.
Non c’è spazio per la mente razionale, è l’istinto che comanda.
Se mentre stai guidando in autostrada, e stai superando un autotreno, ti scoppia una gomma ed inizi a sbandare, hai tempo di pensare? Di soppesare considerazioni?
No, cerchi di salvarti e basta.
Fare l’amore potrebbe sembrare una situazione totalmente diversa, ma per essere vissuto davvero richiede un’attenzione ed una presenza assolute, come se fosse una questione di vita o di morte.
Comunque, volendo razionalizzare, a posteriori, alcuni dei motivi che stanno dietro la scelta di una posizione li avevo già citati nel primo post sul tema:
È una posizione che si può mantenere in maniera rilassata?
Il bacino dei due amanti si può muovere liberamente?
Le braccia, le mani dei due sono libere? Possono accarezzare liberamente? Oppure sono impegnate nel sostenersi?
Mi da e dona piacere all’altra persona?
In realtà ci sono anche altre considerazioni, forse ancora più importanti. Ogni momento è unico, ogni persona è unica. Ogni posizione è solo figlia di quel momento. Nasce spontanea da sola.
Ogni posizione può andar bene se è adatta a quel momento.

Se stai ancora leggendo avrai già capito un’altra cosa: fare l’amore non è solo penetrazione o preparazione alla penetrazione e neanche “principalmente” penetrazione. Fare l’Amore è una relazione intima tra due esseri viventi durante la quale l’attrazione sessuale e la sensorialità giocano un ruolo importante. Non c’è bisogno di niente altro, non ci sono regole e non bisogna arrivare da nessuna parte. Né entrare da nessuna parte, né essere penetrate/i e neppure all’orgasmo!
Non è obbligatorio e si può spassarsela alla grande anche senza.
Il punto non è che provare uno o più orgasmi non sia fantastico e desiderabile… certo che lo è, ma il fare l’amore non può e non deve essere finalizzato a nulla neanche all’orgasmo. Lo so che fa molto new-age però è vero: un viaggio è bello di per se, non tanto perchè si giunge ad una meta.
E non perseguendo l’orgasmo, l’orgasmo arriverà, ancora più travolgente e pirotecnico.
Oppure no, e va bene lo stesso!

Diciamo che la sfera sessuale è stata (ed è) attaccata in molti modi, molti dei quali non ortodossi. Questo perché il sesso fa paura a tutti quelli che vogliono imbrigliare la libertà degli uomini.
Nell’epoca in cui viviamo, si parla molto di sesso, si mostra molto sesso, ma in genere lo si fa in maniera atroce. Questa è una maniera per demonizzarlo e per tentare di esorcizzarlo al tempo stesso. La stessa pornografia non è esaltazione del sesso, è un vero e proprio attacco alla sessualità. La svilisce, la impoverisce, la deforma, la spersonalizza. Fa quasi più danni delle religioni istituzionalizzate! Qualunque divieto o consuetudine relativa al sesso lo deforma ed è una maniera per renderlo qualcosa da cui fuggire, qualcosa di “pericoloso”. È solo una strategia.

Ma torniamo alle nostre posizioni! Non voglio trasformare questo articolo in un manuale. Il sesso non ha bisogno di manuali, ha bisogno di Libertà, di Spazio.
Quindi non entrerò in dettagli, questi li scoprirete da soli.
Mi limiterò a dare qualche ispirazione, fermo restando che qualsiasi posizione può essere godibilissima, tutto dipende dal momento.
Nelle antiche illustrazioni indiane di trattati sull’ars amatoria, troviamo moltissime posizioni sedute, ovvero in cui uno o entrambi gli amanti sono seduti o inginocchiati.
In queste posture gli amanti godono di grande libertà di movimento delle braccia e delle mani, che, spesso, possono raggiungere qualsiasi punto del corpo dell’altro. Un inciso: tutto il corpo è erogeno e restringere la zona di contatto dei due (o più) amanti ai due organi sessuali significa ridurre le possibilità e le modalità del piacere di molto-davvero-molto.
Ancora più importante, in queste posizioni la colonna vertebrale si può muovere liberamente, come se fosse un cobra di fronte ad un incantatore, e può assecondare la respirazione. Con la schiena dritta, poi, l’energia può scorrere liberamente in tutto il corpo.
Ultimo vantaggio delle posizioni sedute è che sono un punto di partenza dalle quali è molto facile raggiungere altre posture con grazia e fluidità, come in una danza d’amore. Un’ottima scuola di fluidità è il massaggio Kashmiro. Qui un nostro video per darvi un’idea.
E poi, tra le meno note, a parte la posata-da-brodo, ci sono le posizioni di fianco. In genere queste non permettono una uguale mobilità di entrambi gli arti, ma hanno il vantaggio di poter essere mantenute a lungo con grande rilassatezza oltretutto senza mai gravare con il proprio peso sul partner.
Comunque, e lo ripeterò fino alla noia, conoscere le posizioni a nulla serve se non siamo sensibili e spontanei e se non sappiamo respirare, seguire il ritmo del nostro e dell’altrui corpo, ed anche fermarci se è il caso, mantenendoci rilassati nel piacere.

I tantrici dicono: se ti stai chiedendo se è giusto fare o meno una cosa, non la fare. Non è un discorso di opportunità, ne tantomeno di moralità. Si tratta semplicemente di essere spontanei, naturali. Se c’è il pensiero che si frappone, la spontaneità è già persa.
Se invece, tutto questo è rispettato, allora non esiste alcuna cosa che non si possa fare, sempre nel rispetto, anzi nell’adorazione, dell’Altro.

Praticate gente, Praticate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

E se l’articolo vi è piaciuto fatecelo sapere!
E non dimenticate che ci sono le altre lezioni

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

7. Uno Stradivari nelle Mutande e altre Amenità

IMG_0550

7. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Come godersi un…
Il realtà l’articolo si sarebbe dovuto intitolare “Come godersi un Pompino e altre amenità”, senza metafore e senza ombra di dubbio. Un titolo quindi da rendere ogni avviso preliminare per puritani ed educande assolutamente inutile. Ma Laura ha preferito ammorbidirlo un poco… comunque se siete impuberi fanciulli/e oppure se siete adulti vaccinati ma facilmente scandalizzabili fermatevi qui!

L’argomento potrebbe sembrare scabroso (che volgarité) ma ho deciso di rompere gli indugi e andare al punto. O almeno a quello che molti credono sia il punto. Ho dato un’occhiata alle statistiche del nostro blog ed ho scoperto con dissimulata sorpresa che, al secondo posto in classifica, come termine di ricerca su google attraverso il quale gli ignari naviganti sono approdati su questo blog, c’è, letteralmente, “come fare un pompino”.
 Pur non disconoscendo l’importanza dell’argomento personalmente non avrei messo la cosa al primo posto nell’impegnativo percorso di imparare a fare l’Amore con la Vita… ma voglio comunque cercare di accontentare  i lettori! Chiedete e vi sarà dato.
Piccolo inciso sul termine (che volgarité). Ho pensato a lungo se utilizzare dei sinonimi meno ordinari, tipo sesso orale, fellatio oppure alternarlo con altri sinonimi dialettali tipo bocchino, pompa, soffocone etc., ma alla fine il vocabolo scelto mi è sembrato, tutto sommato, universale ed anche, quasi, simpatico!

Non ne ho mai fatto uno, almeno non ancora, quindi affronterò il tema da un’altro punto di vista: come godersene uno, o più. Almeno non parlo per sentito dire!;)
Sembra facile, almeno più facile di farlo, ma francamente non lo è poi così tanto. Personalmente ci ho messo anni per imparare!
Per godere di qualsiasi cosa bisogna essere sensibili, aperti, rilassati e stare nel corpo, non nella testa. 
Sembrano le solite frasi da rivista rosa, che suonano bene ma vogliono dire poco, eppure se riuscite a farlo davvero vi rendete conto che l’esperienza cambia radicalmente: dall’immersione in una tinozza di acciaio zincato ad un un tuffo in una laguna tropicale ricolma di pesci multicolori.
Se, quando ne ricevete uno, godete dell’idea che qualcuna/o vi stia facendo un lavoretto di bocca siete completamente fuori strada.
 Se pensate di essere il focoso e beota protagonista di un pornazzo siete ancora più lontani.
 Se poi, per godere avete bisogno di sentire di essere dei dominatori, e di spingere con le mani come forsennati la testa della malcapitata ad inghiottire sempre più a fondo il vostro orpello, non avete capito una beata fava. 
La pornografia è solo l’ombra dell’ombra del godimento, una pessima maestra in altre parole.

Chiariti questi concetti preliminari ritorno al punto: si gode con il corpo non con la mente. 
E chi vi racconta il contrario mente (sapendo di mentina).
Personalmente ci ho messo tanto tempo a goderne per un motivo opposto, eppure estremamente vicino, al motivo per cui a molti maschietti piace. Due approcci agli antipodi, ma ugualmente sbagliati. Ma cercherò di essere meno criptico!
A me non piaceva perché mi sembrava qualcosa di umiliante per la donna; per una questione di educazione sballata ricevuta e di schemi mentali fasulli. A molti uomini piace perché hanno l’impressione (altrettanto falsa) di dominare la donna.
Quando il piacere si fonda su di uno schema mentale non è vero piacere, è solo una proiezione dell’Ego. Qualcosa di mentale, di vuoto, di falso; il vero piacere si fonda sui sensi. Come si può imparare a stimolare con le labbra e la lingua l’uomo o la donna? Come si può imparare ad abbandonarsi ad un piacere tanto naturale?
 Sembra assurdo doverlo imparare, ma la situazione dell’essere umano è tale che molto spesso ha perso la sua sensibilità naturale ed è imprigionato da tutta una serie di schemi comportamentali distorti imposti dalla religione, dalla famiglia e dalla cultura dominante che rendono anche le cose semplici una vera impresa.

Le persone in genere vogliono ricette, tecniche, del tipo: prendilo in questo modo, segui questa velocità, toccalo con la lingua in questo punto, e via discorrendo. Sono tutte frottole, ogni essere vivente è diverso, ogni momento è diverso.
 Come si dipinge un quadro? Dipende da cosa vogliamo esprimere, dai materiali, dal nostro unico modo di dipingere in quel particolare, unico, irripetibile istante. Altrimenti, se seguiamo uno schema, il risultato sarà solo una immonda crosta di Teomondo Scrofalo!
Ecco per i pompini vale esattamente la stessa cosa! Ed anche goderne è simile ad apprezzare un’opera d’arte. L’arte non si spiega, o meglio, può anche essere spiegata ma il messaggio che trasmette deve emozionare altrimenti rimane ad un livello puramente mentale.
In due parole, per apprezzarli pienamente dovrete stare semplicemente nella sensazione fisica pura, e se nella vostra mente nasce un pensiero lasciatelo andare via come una nuvola in un cielo ventoso d’aprile, e ritornate alla sensazione. Rimanendo il più aperti e ricettivi possibile.
E se volete farli al meglio il segreto è nell’ascolto delle sensazioni, nel sentire l’altrui corpo ed il proprio e surfare quest’onda con leggerezza e fluidità, fidandovi dell’intuito che vi dirà dove e come toccare, suggerendovi spostamenti e variazioni di ritmo.
E poi, semplicemente, amate ciò che state facendo ed adorate l’essere vivente con il quale state condividendo il piacere.
Le istruzioni, e forse molti/e se ne saranno resi/e conto sono, in fondo, estremamente simili a quelle della meditazione, per il semplice motivo che tutto, se fatto con attenzione assoluta, può diventare meditazione. 
Ma se non ve ne frega niente della meditazione fa lo stesso, pensate che facendo così si gode e si fa godere di più, molto di più. Una buona ragione da sola no?
I ritmi forsennati che si vedono nei porno sono solo l’emblema di un qualcosa di meccanico che si fonda su schemi distorti. Non c’è alcun bisogno di aumentare il ritmo ai livelli di una pompa di sentina da petroliera. Non si suona uno Stradivari con la raspa! E più veloci si va più è difficile, se non impossibile, seguire le sensazioni e non essere meccaniche/i. Ed oltretutto risulta difficoltoso, per chi riceve, seguire le sensazioni piacevoli in maniera rilassata. L’estasi è nel rilassamento, non nella tensione.
 Questo non vuol dire che ci si debba muovere sempre come dei bradipi appena svegli… in alcuni momenti il ritmo può accelerare ma solo fino ad un certo punto.

Va bene, starete forse pensando, ma.. in pratica? OK, anche se mi sembra di aver già detto tutto cercherò di riassumere i punti base!
Per chi riceve il segreto sta nell’apertura e nell’attenzione alle sensazioni tattili più che a quelle visive. Abbandonatevi, chiudete gli occhi e seguite le sensazioni con micrometrica precisione, e se arriva un pensiero, come un palloncino, tagliate il filo e lasciatelo perdersi in alto nel cielo, e tornate alla sensazione tattile, non mollatela! La vostra attenzione dovrà essere quella di una tigre di fronte alla preda, assoluta, ma rilassata! Aumentare l’attenzione, aumenta la sensibilità, è come mettere il piacere sotto una lente di ingrandimento, lo ingigantisce, lo amplifica, lo arricchisce di sfumature insospettate. E poi siate ricettivi, passivi, non fate nulla, non c’è da fare niente! So che per un uomo questa può essere la lezione più difficile ma, ve lo assicuro, ne vale la pena!
Per chi da, il punto centrale sta nell’ascoltare il corpo dell’altro (ed il proprio), sentirne il respiro, il fremito, seguirne l’onda, il ritmo e contemporaneamente guidarlo. Con fluidità, con leggerezza. I punti più sensibili li scoprirete da sole/i, con le vostre labbra, lingua, mani. Chiudete gli occhi, lasciate perdere ogni schema, ogni tecnica, e fidatevi solo dei messaggi che arrivano, istante per istante.

Praticate gente! Praticate.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

E se l’articolo vi è piaciuto fatecelo sapere!
E non dimenticate che ci sono le altre lezioni

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

Fare l’Amore con Wikipedia

Appurato, nel precedente post, che su internet c’è una marea di minchiate sull’argomento, provo l’ultima ancora di salvezza: l’ottimo Wikipedia.
Digitando fare l’amore ecco cosa ci propone la pagina di disambiguazione di Wiki:
Fare l’amore – titolo in italiano del saggio Sex in Human Loving di Eric Berne del 1970
Fare l’amore – singolo di Mietta del 2000
Senza nulla voler togliere a Mietta e a Eric Berne, direi che nessuna delle due voci ci interessa. Esiste però una pagina dedicata al rapporto sessuale.
Fantastico.

Suppongo di essere un extraterrestre di Clitor-x, un pianetino della stella Gamma delle Pleiadi, pieno di curiosità su quei gran bizzarri dei Terrestri e mi immergo nella lettura.
Nelle prime righe mi viene spiegato che è un’attività che si svolge fra due o più individui, come il tressette e il tennis quindi(*), “dal quale può insorgere la riproduzione d’essi o d’alcuni di essi se il rapporto è tra più di due esseri”.
Criptica affermazione, che mi spinge però a proseguire.
Scopro quindi che questa attività è molto importante non solo per i suoi aspetti riproduttivi ma anche per quelli ontogenetici (chevvordì?) e soprattutto per lo sviluppo dell’identità e la formazione ed il mantenimento delle relazioni nell’ambiente di vita.
Qualcosa di simile alle scuole quindi.
Il mistero si infittisce.
L’abitante di Clitor-x non ci ha capito molto, però ha compreso che è qualcosa di importante!

Paragrafo successivo: Normative. Dove viene spiegata con dovizia l’età minima per disporre legalmente della propria libertà sessuale. Sia in italia che nel resto dell’Unione Europea. Paragrafo indubbiamente utile, se non indispensabile.

Passiamo quindi al paragrafo successivo: Classificazione.
Ancora non abbiamo capito bene di cosa si tratta, che già passiamo agli schemi! In base a che? Presto detto:
al sesso dei partecipanti (fondamentale);
alle parti del corpo coinvolte (e se ne coinvolgo più d’una contemporaneamente?);
alla distanza tra i partecipanti (questa mi sembra una delle più interessanti!);
al numero dei partecipanti (aridaje co’ sto numero!)

Segue poi, sotto il generico paragrafo di “Altre pratiche da classificare”, la seguente lista:
I preliminari (che sembrano essere qualcosa di a se stante);
Tantra (ma se -secondo la voce di Wiki- si tratta di un insegnamento spirituale?);
BDSM;
Spanking;
Tickling;
Prostituzione;
Zooerastia.

E con questo ultimo link zoologico finisce la voce.
E il clitor-xiano non ci ha capito una mazzafionda!
O, se preferite, una beata fava.

Okkei, però finora, neanch’io ho scritto granchè sul tema: lo ammetto!

Per ora solo una piccola nota: non abbiamo trovato nessun collegamento al piacere. Non solo questa parola non è stata mai citata in tutta la voce di Wiki, ma nulla ci fa capire che questa attività, oltre che importante, sia meravigliosamente piacevole. O che, almeno qualche volta, possa esserlo.

Bene, un po’ di pazienza fino al prossimo post.
Amo creare della suspence. 😉

(*) Ben noti anche al di fuori del sistema solare N.D.R.

Avete mai digitato Fare l’Amore in Google?

È una esperienza interessante, e istruttiva. E anche se non vi insegnerà assolutamente nulla su questa meravigliosa esperienza, vi farà capire molto sull’idea che, evidentemente, molti hanno del fare l’amore.
A me personalmente ha riservato un’altra sorpresa: in prima pagina, in alto, subito sotto i link a fare una spagnola, fare una pompa, e fare sesso, ho scoperto una mia foto. Mia in entrambe le locuzioni del termine: scattata da me e, hem, che mi rappresenta.
Incuriosito, stupito e, lo ammetto, anche un po’ tronfio e inorgoglito, clicco sul link di Google delle Immagini relative a fare l’amore e scopro che di immagini mie, e di Laura, la mia compagna, solo in prima pagina, ce ne sono ben quattro! 
Successon! (La o va pronunciata larga, alla veneta).
OK, chi sa che faccio il fotografo e anche del mio progetto Fare l’Amore con la Vita, magari non si stupirà più di tanto. Tutto regolare. Ma.. quello che personalmente mi ha stupito è che sia presente con addirittura quattro foto. Oltre a tutta una serie di altri interessanti dettagli. 
But first things first!
Molti di voi in questo momento staranno abbandonando la lettura del post, credendo di aver sgamato l’intento meramente pubblicitario e auto-celebrativo di questo articolo, ma, vi prego! Aspettate un’attimo, che almeno arrivi al dunque.
La conclusione che ho tratto è semplicemente che ci sono davvero poche immagini decenti sull’argomento in giro. Internet trabocca di immagini pornografiche, eppure quelle relative al fare l’amore sono poche. Relativamente poche. 
Ecco perché le mie sono in pole-position. Non tanto perché sono un fotografo eccezionale e pure un bel troncodipino qualora in desabillè. 
Modestia a parte.

E così come le immagini, anche le pagine di internet che dicano cose sensate sul fare l’amore sono incredibilmente poche. E ben nascoste.
Ritorniamo alla nostra pagina di Google; sotto le immagini, al primo posto tra i link, c’è Come far bene l’amore con una donna? 
Entrando, deliziato, scopro che rimanda ai buoni propositi sessuali per il nuovo anno. Quali saranno? Avanti!
1) Riorganizzo la mia camera. Che francamente mi pare fondamentale.
2) Mi occupo della mia vita sessuale. Fantastico. Ma come?
Primo consiglio: compro della lingerie sexy. Che ideona!
3) Mi prendo cura del mio corpo. Come non essere d’accordo? Prima dritta della serie: depilarsi con il laser ascelle e inguine per essere belle più al lungo.
4) Mi mostro affettuosa con lui. Evvabene! Per esempio guardando insieme le foto di quando vi siete conosciuti. Eccerto.

Questo non vorrebbe essere un post umoristico, ma mi rendo conto che si sta trasformando in qualcosa del genere. Ma andiamo avanti.
Al secondo posto della pagina di Google: Come fare l’amore tutta la notte – Come fare sesso spesso.
La ricetta si articola in tre punti:
A) Autocontrollo. In due parole, fermatevi, se state per venire, e poi ripartite.
B) Il punto L. Scoprite il punto G dell’uomo! Il segreto? Tutto lì!
C) Il muscolo pubo-coccigeo. Ovvero come mantenere l’erezione praticamente per sempre ed interrompere l’orgasmo a comando. In poche facili lezioni.

Ma passiamo alla terza posizione del nostro motore di ricerca preferito:
 Fare l’Amore – Donna – Tutto gratis. 
Una fantastica raccolta di link:
Fare l’amore è peccato? Non per padre Young (finalmente uno che dice una cosa sana oltrechè sensata!);
Problemi di virilità? Mangiate tanti pistacchi (si! Su Kazzenger!);
L’orario migliore per fare l’amore? Le nove di mattina (eventuali impegni a parte).
Il liquido seminale è migliore se lui è intelligente (nel senso di più saporito?).

E via andare. Si potrebbe continuare a sfinimento, ma quello che viene fuori è che, in materia c’è ignoranza pressoché totale, condita di superficialità, di divertenti distorsioni, di tristi luoghi comuni e chi più ne ha più ne metta!

Ragion per cui ho deciso di iniziare una serie di articoli (seri, se posso), sul fare l’amore. Non perchè sia uno dei maggiori esperti mondiali ma… beati monoculi in terra caecorum, come diceva la mia prof di latino.

PS Con questa mossa furbissima, spero anche di incrementare lievemente gli ingressi del mio blog, che attualmente è letto dal mio amore e dai miei tre gatti. Luki, Micia e Micina. (Ebbene si non abbiamo molta fantasia in fatto di nomi di gatti!).

Lo Spazio per Fare l’Amore

©AxelCipollini.com - Diritti riservati

E poi l’amore, il sesso, come l’arte e la creatività, hanno bisogno di spazio.
Spazio per esprimersi, spazio interno non occupato da schemi, aspettative e false immagini, spazio che lasciamo all’altro per i suoi tempi e i suoi desideri, con apertura all’imprevisto e alla spontaneità.
Esattamente il contrario di una performance preconfezionata, tra due esseri che non hanno nemmeno un reale contatto di pelle. Se almeno sentissero quello, veramente, in tutta la sua immensa potenza, non servirebbe altro!
Se non abbiamo spazio disponibile dentro di noi, come possiamo ricevere qualcosa?
Se non apriamo la porta, come possiamo dare?
E poi il rilassamento. Molto spesso, nell’atto d’amore, siamo tesi nello sforzo di raggiungere un obiettivo. Ma le parole tensione, sforzo e obiettivo sono in totale contrasto con il fare l’amore.
Utilizziamo il sesso come puro scarico di tensione.
Com’è il nostro volto o quello del nostro partner nel momento dell’orgasmo?
Molto spesso è teso, separandolo dal contesto non lo si direbbe il volto di qualcuno che sta amando, piuttosto quello di qualcuno impegnato in un’attività faticosa e per nulla piacevole.
Così il nostro corpo. Si tende, si contrae e rimpiccolisce il suo spazio vitale.
Ma quanto più grande sarà lo spazio, il rilassamento, maggiore sarà il piacere, che potrà diffondersi senza limiti.
Lasciare che l’eccitazione segua i suoi percorsi, che possa salire e scendere a piacimento e poter godere di ogni istante, di ogni secondo del viaggio.
Lasciare che si espanda oltre l’area genitale, in tutto il corpo, così che ogni centimetro di pelle, possa diventare una zona erogena ed una fonte reciproca di piacere.
Non solo per il tocco o la vista, anche per il suo odore, la sua temperatura, il suo sapore.
Per godere di questo ci vuole tempo, tempo e spazio. Che non significa dedicarvi necessariamente ore, ma semplicemente essere presenti totalmente nei momenti in cui ci dedichiamo l’uno all’altro.
Sembrano consigli senza senso, parole ad effetto prive di significato. Per questo non si trovano su internet e tanto meno nei corsi e nei manuali di neo-tantra. Che invece si affannano a consigliare e prescrivere tecniche, posizioni, schematizzazioni del corpo e del piacere.
Questi si che sembrano consigli pragmatici, utili ed efficaci. E invece sono semplicemente inutili se prima non abbiamo recuperato pienamente l’uso dei nostri sensi ed il rapporto con il nostro corpo.
Il sesso deve uscire dalla testa ed entrare nel corpo. Passando dal cuore.
Se resta confinato nelle immagini del nostro mentale diventa semplicemente lo specchio delle nostre nevrosi.
Il nostro modo di fare l’amore svela infatti tutto il nostro essere: il rapporto con il proprio corpo, la capacità di donare e ricevere, la dolcezza e la durezza, la capacità di abbandonarci e di accogliere, il desiderio di dominare e di essere dominati, la fiducia o la paura dell’altro, il rispetto della libertà altrui o la possessività, la nostra grandezza o la nostra piccolezza.
Siamo totalmente noi, nudi oltre la pelle esposta.
Il primo passo per godere di più e più a lungo è semplicemente abbracciarsi e sentire il nostro respiro e quello dell’altro, il loro accordo o il loro controcanto, le loro variazioni, le loro vibrazioni…

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

Manette di peluche?

manette

 

E il fare l’amore reale, com’è? Senz’altro diverso da quello dipinto dalla pornografia, ma mediamente non molto migliore. Sempre le statistiche ci dicono che più della metà delle persone è insoddisfatta della propria vita sessuale, che si riduce ad un quarto d’ora sempre uguale (se va bene, se no anche cinque minuti), un paio di volte la settimana (se non una o meno). E il desiderio sessuale è in calo, sia per gli uomini che per le donne.
E cosa può ravvivare queste noiose vite sessuali? Provare posizioni nuove? Manette rivestite di peluche leopardato, vibratori spaziali tri-rotanti o travestimenti da crocerossina? Condom fosforescenti o color nero-mandingo o… forse cambiare partner più spesso?
Magari tutto questo può aiutare ad uscire dalla routine e, apparentemente, dare nuova energia ad una vita sessuale ibernata… Ma il punto vero è un altro.
Così come per imparare a fotografare (dipingere, scolpire…) è fondamentale imparare a vedere; molto più che imparare la tecnica o cambiare macchina fotografica, così per fare l’amore la prima cosa è imparare a sentire, se stessi e l’altro.
Ancora una volta, il punto sta nella coscienza. Coscienza di se prima di tutto. Fare l’amore parte dall’attenzione verso se stessi.
Quanto riusciamo a sentirci, a percepire il nostro corpo, la nostra pelle, quanto sensibili sono i nostri sensi, le nostre mani?
E coscienza dell’altro. Per fare l’amore dobbiamo renderci conto che l’altro esiste, che esistono i suoi desideri, il suo piacere, la sua pelle, i suoi sensi. (continua)

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

Cybersesso

IMG_0609

Fare l’amore. Già semplicemente questa espressione verbale sembra in qualche modo fuori moda, e quasi sempre è sostituita con espressioni solo apparentemente equivalenti: fare sesso, scopare, accoppiarsi, copulare etc. etc.
Proviamo a inserire “Fare l’amore”, su Google: i risultati sono disarmanti, si va dalle “dieci ragioni per fare l’amore” (tra le quali troneggia al primo posto: per fare esercizio fisico) ad un breve catalogo delle posizioni principali (missionario, pecorina etc.), passando per le dieci regole per far bene l’amore (prima regola per lei: dominare la presenza dei peli superflui, prima regola per lui: lavarsi).
Nel migliore dei casi si finisce su siti che reclamizzano libri o corsi che promettono tecniche pseudo-tantriche per far l’amore tutta la notte e raggiungere orgasmi di intensità da scala Mercalli.
Insomma non si trova granché e quel poco è davvero deludente. Eppure, almeno apparentemente internet è stracolmo di sesso, o meglio di pornografia, ogni 38 minuti viene creato un nuovo sito porno, un quarto delle ricerche sui motori di ricerca riguarda il sesso ed i fatturati dell’industria del porno sono a livello di quelli delle principali emittenti televisive americane messe assieme. Tra tutti i naviganti della rete, ben il 75% degli uomini ed il 25% delle donne sono fruitori, occasionali o abituali, di questa valanga di cybersesso.
Sesso virtuale che dipinge una maniera di “fare l’amore” o meglio di fare sesso, totalmente stereotipata e falsa. Che, malgrado ciò, per molti rappresenta un modello, se non altro virtuale. Rapporti sessuali monotoni in cui le sequenze sono sempre uguali, quasi sempre permeati di violenza, in cui i preliminari non esistono ed i corpi sono limitati ai soli organi sessuali, e quasi non c’è ulteriore contatto tra uomo e donna. Abbracci, carezze e baci sono tabù. Appartengono al mondo dell’affettività, non a quello del sesso. (continua)

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

Creatività Sessuale

IMG_0607

Fare l’amore è una delle cose che la gente più necessita e meno ha.
Fare l’amore richiede due corpi e due cuori, nella maggior parte dei casi ci sono solo due teste.
Creatività e sessualità sono intimamente correlate: entrambe hanno come scopo la creazione di qualcosa di nuovo: un’opera d’arte, un figlio, una relazione o semplicemente un attimo, una eternità di puro piacere.
Sia creatività che sessualità vivono di amore, passione, istinto, corpo, sensi, spontaneità, fremito; entrambe muoiono di eccesso di razionalità, norme, schematizzazioni, ripetitività.
La sessualità permea profondamente ogni aspetto della nostra vita, eppure o forse proprio in ragione di questo, è uno degli aspetti più contrastanti, censurati, manipolati e distorti del comportamento umano. Un esempio per tutti: la TV, il cinema, i giornali, persino i videogiochi, sono pieni di violenza, sangue, sopraffazione e nessuno si scompone, ma in TV in prima serata, non si trasmetterebbe mai una scena di una coppia nuda che fa l’amore con passione. Sai che trauma per i pargoli, che fino a pochi minuti prima hanno massacrato nemici sulla playstation… Apparentemente un pene eretto è molto più traumatico e pericoloso di un kalashnikov fumante. (continua)

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati