9. Hai mai visto fare l’amore per davvero?

Immagine

9. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: recuperare la sensibilità
Come si impara a fare l’amore? Semplice: è istintivo, non c’è niente da imparare, basta lasciarsi andare e basta.
Eppure non deve essere proprio così facile se è tanto difficile trovare una sia pur sbiadita, remota, tremolante, o persino indiretta testimonianza di due esseri che fanno l’amore, davvero.
Ci sono centinaia di film e centinaia di migliaia di video che immortalano i momenti più intimi, più commoventi, più emozionanti, più pericolosi, più sfolgoranti della razza umana, ma è estremamente difficile trovare una rappresentazione che lasci perlomeno intuire cosa voglia dire fare l’amore davvero.
 Eppure internet pullula di sesso e di penetrazioni a ritmi forsennati.
Magari qualcuno starà pensando che la differenza è semplicemente nel fatto che nella pornografia non c’è amore, inteso come coinvolgimento sentimentale. Personalmente credo che la differenza stia piuttosto nel fatto che non c’è ascolto, non c’è coscienza, tutto è assolutamente automatico, meccanico.
Alcuni penseranno che il problema sia nel fatto che i corpi sono trattati come oggetti e non come persone. Ma la differenza, ancora una volta non è lì. Anche uno strumento musicale in fondo è solo un oggetto, eppure c’è modo e modo di suonarlo. 
Ma cosa serve per imparare a suonare? Anzi, per suonare come Miles Davis? 
Esperienza, passione, tecnica, predisposizione, abilità. Indubbiamente, ma ancora e prima di tutto bisogna saper ascoltare. La capacità di ascolto è la prima dote. Per questo si parla di “orecchio musicale”.
E qui entriamo in un campo minato. Lo so.
Perché è difficilissimo spiegare cosa significa sentire, essere sensibili. Comunque ci provo lo stesso. 
Tornando al parallelo con uno strumento musicale: mentre lo suoniamo dobbiamo non solo renderci conto del fatto che questo stia emettendo un suono, ma anche riconoscerne la tonalità, l’intensità, la durata, e poi il ritmo, la melodia che stiamo creando.
In una relazione intima, le cose sono ancora più complesse, per prima cosa perché ogni essere umano è unico, poi perché ogni momento è differente e, per finire, perché siamo in due (o più!). Quindi dovremo ascoltare non solo l’altro, ma anche noi stessi, sia fisicamente che emozionalmente.
Parlando di ascolto, in questo caso, mi riferisco alla capacità di sentire cosa sta provando l’altra persona e cosa desidera in quel particolare istante e di creare un equilibrio, una danza che sposi i nostri desideri. E tutto questo spontaneamente, senza passare per una elaborazione mentale.
Il risultato, quando facciamo l’amore davvero, è una sinfonia, assolutamente unica che non ha nulla a che vedere con gli automatismi e gli stereotipi che troviamo in giro, dove gli Stradivari, in genere, vengono suonati con il martello per intonare sempre la solita melodia stonata.
Non ci siamo estinti solo perché si può concepire anche senza saper fare l’amore. Per fortuna.
Ma c’è una buona notizia, anzi due. Anzi tre.
La prima è che la sensibilità, la capacità di ascolto, può essere appresa, anzi, meglio, recuperata.
La seconda è che quando riscopriamo la nostra sensibilità di ascolto in generale, automaticamente cresce anche la nostra capacità di sentire piacere, e di molto.
La terza: recuperare la nostra sensibilità non influisce solo sulla nostra vita sessuale ma influenza profondamente la nostra maniera di stare al mondo. È come tornare a casa dopo molti anni.
Tutto questo non va capito, va provato. Come si fa?
Si parte dal solfeggio, si chiamano micropratiche.
Ne avevo parlato qui:
https://farelamore.wordpress.com/2012/01/25/2-lubiquo-punto-g-fare-lamore-in-poche-semplici-lezioni-2/
Praticate gente, praticate!

http://farelamore.org

8. Alla maniera dei quadrupedi lanosi o, se preferisci, famolo strano

KamaSutra19

8. Fare l’Amore in poche semplici lezioni
Generalmente una delle posizioni più note è quella in cui i due amanti, guardandosi in faccia a pochi millimetri di distanza, giacciono sovrapposti come in un panino. Detta: religioso-che-va-per-il-mondo-a-portare-la-verità.
Oppure quella da terga, che va alla grande tra gli altri mammiferi (delfini e balene a parte), detta volgarmente, alla-maniera-dei-quadrupedi-lanosi.
Ovviamente ci sono anche molte altre posture dai nomi altrettanto divertenti:
spegni-manufatto-in-cera-anticamente-usato-per-illuminare,
radice-di-4761,
la-posata-da-brodo,
Eccetera, eccetera.
Ci sono poi posizioni rare ed acrobatiche che richiedono abilità da contorsionista e coraggio da trapezista. Ma non voglio concentrarmi ne sulle prime, né sulle ultime, o perché già note o perché francamente pericolose, a meno di non far parte del Circo Togni.
Avevo iniziato a parlare del tema alcuni mesi fa, qui, promettendo un seguito che si è fatto aspettare, ma ogni promessa è debito.
Forse ho aspettato così tanto perché in qualche modo sono combattuto.
Sono importanti le posizioni?
Si, anche se non certo la cosa più importante.
E allora perché non parlarne?
Il punto è, lo vedo dalle ricerche su google che spesso portano l’ignaro navigante sulle sponde di questo blog, che ridurre il fare l’amore alle posizioni è fuorviante. Se dovessi dare uno ed un solo consiglio a chi vuol far bene l’amore gli direi:
DIMENTICA OGNI REGOLA.
Solo che sarebbe un consiglio che a poco servirebbe.

Come si raggiunge la spontaneità? Non certo con la volontà, almeno non direttamente.
Diciamo che imparare a fare l’amore è come ripulire un capolavoro, una scultura greca del grande Prassitele, per esempio.
La statua è perfetta, solo che bisogna liberarla dalla sua prigione. È come se quell’opera meravigliosa, in seguito ad un naufragio, fosse finita in fondo al Mediterraneo, e i secoli la avessero coperta di concrezioni, di conchiglie, di alghe, di organismi, in maniera tale da essere irriconoscibile, informe.
Questo capolavoro sei tu.
Ed in te, c’è già tutto, assolutamente TUTTO.
Il punto è che c’è anche troppo.
Sei un capolavoro dentro un sarcofago calcareo fatto di centinaia di strati sovrapposti e adesso bisogna ripulirti da quintali di incrostazioni, ovvero di luoghi comuni, pregiudizi, paure, schemi sballati, culturali, religiosi, familiari, che imprigionano il tuo corpo che sa già tutto quello che c’è da sapere.
E per liberarti da tutto ciò, secondo la mia esperienza, devi innanzitutto riacquistare la tua Sensibilità Naturale.
So già che se non hai ancora iniziato questo cammino, questa frase ti risulterà senza senso, anzi, ti farà innervosire. Forse anche incazzare.
A recuperare la spontaneità ci arriverai rendendoti conto che non sei spontaneo. Per niente. Spesso, sei assolutamente prevedibile. Te ne sei già resa/o conto?
In caso negativo si vede che non sei sufficientemente sensibile. Torna indietro al primo passo: recupera la tua Sensibilità Naturale.
Bene, se sei arrivato fin qui a leggere, probabilmente alcuni dei passi di cui parlo li avrai già fatti, altrimenti mi avresti già mandato a cag***  e saresti passato a vederti un bel video di YouPorn.
Probabilmente hai già intuito molte cose da sola/o e cerchi solo delle conferme.
E quindi andiamo avanti su ‘ste benedette posizioni.
Allora!
Nel primo post avevo paragonato il Fare l’Amore ad una danza, ebbene si può imparare a ballare il tango guardando le figure di un manuale? I ballerini più bravi sono quelli che conoscono più figure?
Le risposte già le sai.
Ogni posizione, nel fare l’Amore, discende in maniera naturale da molte considerazioni che in realtà, mentre facciamo l’amore, non facciamo.
Tutto dovrebbe accadere in maniera spontanea, naturale.
Non c’è spazio per la mente razionale, è l’istinto che comanda.
Se mentre stai guidando in autostrada, e stai superando un autotreno, ti scoppia una gomma ed inizi a sbandare, hai tempo di pensare? Di soppesare considerazioni?
No, cerchi di salvarti e basta.
Fare l’amore potrebbe sembrare una situazione totalmente diversa, ma per essere vissuto davvero richiede un’attenzione ed una presenza assolute, come se fosse una questione di vita o di morte.
Comunque, volendo razionalizzare, a posteriori, alcuni dei motivi che stanno dietro la scelta di una posizione li avevo già citati nel primo post sul tema:
È una posizione che si può mantenere in maniera rilassata?
Il bacino dei due amanti si può muovere liberamente?
Le braccia, le mani dei due sono libere? Possono accarezzare liberamente? Oppure sono impegnate nel sostenersi?
Mi da e dona piacere all’altra persona?
In realtà ci sono anche altre considerazioni, forse ancora più importanti. Ogni momento è unico, ogni persona è unica. Ogni posizione è solo figlia di quel momento. Nasce spontanea da sola.
Ogni posizione può andar bene se è adatta a quel momento.

Se stai ancora leggendo avrai già capito un’altra cosa: fare l’amore non è solo penetrazione o preparazione alla penetrazione e neanche “principalmente” penetrazione. Fare l’Amore è una relazione intima tra due esseri viventi durante la quale l’attrazione sessuale e la sensorialità giocano un ruolo importante. Non c’è bisogno di niente altro, non ci sono regole e non bisogna arrivare da nessuna parte. Né entrare da nessuna parte, né essere penetrate/i e neppure all’orgasmo!
Non è obbligatorio e si può spassarsela alla grande anche senza.
Il punto non è che provare uno o più orgasmi non sia fantastico e desiderabile… certo che lo è, ma il fare l’amore non può e non deve essere finalizzato a nulla neanche all’orgasmo. Lo so che fa molto new-age però è vero: un viaggio è bello di per se, non tanto perchè si giunge ad una meta.
E non perseguendo l’orgasmo, l’orgasmo arriverà, ancora più travolgente e pirotecnico.
Oppure no, e va bene lo stesso!

Diciamo che la sfera sessuale è stata (ed è) attaccata in molti modi, molti dei quali non ortodossi. Questo perché il sesso fa paura a tutti quelli che vogliono imbrigliare la libertà degli uomini.
Nell’epoca in cui viviamo, si parla molto di sesso, si mostra molto sesso, ma in genere lo si fa in maniera atroce. Questa è una maniera per demonizzarlo e per tentare di esorcizzarlo al tempo stesso. La stessa pornografia non è esaltazione del sesso, è un vero e proprio attacco alla sessualità. La svilisce, la impoverisce, la deforma, la spersonalizza. Fa quasi più danni delle religioni istituzionalizzate! Qualunque divieto o consuetudine relativa al sesso lo deforma ed è una maniera per renderlo qualcosa da cui fuggire, qualcosa di “pericoloso”. È solo una strategia.

Ma torniamo alle nostre posizioni! Non voglio trasformare questo articolo in un manuale. Il sesso non ha bisogno di manuali, ha bisogno di Libertà, di Spazio.
Quindi non entrerò in dettagli, questi li scoprirete da soli.
Mi limiterò a dare qualche ispirazione, fermo restando che qualsiasi posizione può essere godibilissima, tutto dipende dal momento.
Nelle antiche illustrazioni indiane di trattati sull’ars amatoria, troviamo moltissime posizioni sedute, ovvero in cui uno o entrambi gli amanti sono seduti o inginocchiati.
In queste posture gli amanti godono di grande libertà di movimento delle braccia e delle mani, che, spesso, possono raggiungere qualsiasi punto del corpo dell’altro. Un inciso: tutto il corpo è erogeno e restringere la zona di contatto dei due (o più) amanti ai due organi sessuali significa ridurre le possibilità e le modalità del piacere di molto-davvero-molto.
Ancora più importante, in queste posizioni la colonna vertebrale si può muovere liberamente, come se fosse un cobra di fronte ad un incantatore, e può assecondare la respirazione. Con la schiena dritta, poi, l’energia può scorrere liberamente in tutto il corpo.
Ultimo vantaggio delle posizioni sedute è che sono un punto di partenza dalle quali è molto facile raggiungere altre posture con grazia e fluidità, come in una danza d’amore. Un’ottima scuola di fluidità è il massaggio Kashmiro. Qui un nostro video per darvi un’idea.
E poi, tra le meno note, a parte la posata-da-brodo, ci sono le posizioni di fianco. In genere queste non permettono una uguale mobilità di entrambi gli arti, ma hanno il vantaggio di poter essere mantenute a lungo con grande rilassatezza oltretutto senza mai gravare con il proprio peso sul partner.
Comunque, e lo ripeterò fino alla noia, conoscere le posizioni a nulla serve se non siamo sensibili e spontanei e se non sappiamo respirare, seguire il ritmo del nostro e dell’altrui corpo, ed anche fermarci se è il caso, mantenendoci rilassati nel piacere.

I tantrici dicono: se ti stai chiedendo se è giusto fare o meno una cosa, non la fare. Non è un discorso di opportunità, ne tantomeno di moralità. Si tratta semplicemente di essere spontanei, naturali. Se c’è il pensiero che si frappone, la spontaneità è già persa.
Se invece, tutto questo è rispettato, allora non esiste alcuna cosa che non si possa fare, sempre nel rispetto, anzi nell’adorazione, dell’Altro.

Praticate gente, Praticate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
E per eventuali dubbi… siamo qui!

E se l’articolo vi è piaciuto fatecelo sapere!
E non dimenticate che ci sono le altre lezioni

©FarelAmore.org – Tutti i diritti riservati

3. Ricordati che hai le mani e.. Usale!

G.L. Bernini, Ratto di proserpina, particolare

3. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Il Piacere di Toccare
Se tutto il corpo è sensibile, come abbiamo visto nel post precedente
, limitare il Fare l’Amore solo al convulso sfregamento del pene con una mucosa a piacere, è una triste limitazione. Sia per la donna che per l’uomo.
Una valanga di terminazioni nervose, potenzialmente sollazzevoli, sprecate! Migliaia di centimetri quadrati di pelle inutilizzati!

Eppure, le uniche immagini di rapporto sessuale che internet ci mostra, spesso, ci ricordano un martello pneumatico impazzito il cui solo scopo è quello di trapanare a fondo. 
La pornografia è una pessima maestra di piacere ed una triste caricatura del Fare l’Amore. E non ne faccio una questione morale. Ognuno può vivere la propria vita sessuale come crede, basta che il proprio, o la propria partner, abbia gli stessi gusti.
 Il punto è un’altro: la pornografia nasce con lo scopo di far soldi, non di liberare sessualmente le persone, se davvero esistesse libertà sessuale il mondo del porno sparirebbe in un battibaleno.
Purtroppo la pornografia accontenta un enorme mercato che già esiste (e che, in parte, ha contribuito a creare) assecondando i gusti e, ahimé, i limiti, sessuali della maggioranza degli uomini e di una parte delle donne.
L’eccitazione che la pornografia causa, è tutta di testa. Non c’è tatto, non c’è olfatto, non c’è gusto. Senza voler scomodare i sentimenti.
Purtroppo la maggioranza delle persone, soprattutto degli uomini, vive la sua sessualità soprattutto mentalmente.
Il sesso, senza usare tutti i sensi, e senza avere una persona in carne ed ossa tra le nostre braccia, con le sue emozioni e la sua umanità, è come tentare di assaporare un pezzo di formaggio per un topo senza lingua! Il sapore lo può solo immaginare!

Ma torniamo a noi: c’è più di una conseguenza importante per il fatto che tutto il corpo è fonte di godimento:
– Fare l’Amore non è solo ed essenzialmente penetrazione;
– Quelli che, comunemente, vengono definiti preliminari, sono parte integrante e fondamentale del Fare l’Amore.
Conseguentemente quello che, spesso viene vissuto come un atto finalizzato all’orgasmo, diventa un rapporto godurioso dal principio alla fine! Ed oltretutto i tempi si allungano…
Ma come si fa? Semplice:
RICORDATI CHE HAI LE MANI
Possibilmente attaccate alle braccia. Ed anche una bocca ed una lingua.
Nell’immaginario della maggior parte delle persone, con le mani possiamo, eventualmente, accarezzare il partner durante i “preliminari”, ma esauriti questi, servono semplicemente ad afferrarsi a lui o a lei durante le fasi convulse ed esagitate che nella migliore delle ipotesi portano all’orgasmo dei due o, spesso, di uno solo degli amanti.
Ma nella giusta posizione, le nostre mani, possono raggiungere tutto, o quasi, il corpo del nostro partner in qualsiasi momento del rapporto. Accarezzarlo, massaggiarlo, sentirne la sua vibrazione, il calore. E questa è una cosa fantastica! Sempre che abbiamo sviluppato la sensibilità per assaporare tutti questi doni.
Ovviamente, per questo genere di cose, la posizione del missionario è inutilizzabile! Se non vogliamo soffocare sotto il nostro peso la nostra partner, le braccia ci servono solo per sostenerci!
Ma delle posizioni parleremo la prossima volta.

Commentate gente, commentate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.

2. Multi-orgasmi, punti segreti e.. tricchetracche (con e senza bomba finale)

SempliceBellezza.com - ©Axel Cipollini

SempliceBellezza.com – ©Axel Cipollini

2. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: L’ubiquo punto G
L’ossessione umana per la classificazione colpisce anche la sfera del piacere.
Dov’è il punto G? Ma esiste davvero il punto G? E gli uomini, ce l’hanno? No, loro hanno il punto L. Ah! E dov’è? È in corrispondenza del perineo, tra ano e scroto. No! È alla base del glande, vicino al frenulo. Uh! Ma se esiste il punto G, stimolandolo si arriva all’orgasmo clitorideo o vaginale? Be, se il punto G è all’interno della vagina sarà vagin… No! Il punto G è la propaggine interna del clitoride, quindi.. Lo ha detto il Prof. Cabeza. Ma io non sarei così sicuro, infatti il Dott. Capullo  ha confutato chiaramente la ipotesi che…
E via andare. Interminabili discussioni sul sesso degli angeli, crociate alla ricerca del Santo Graal del piacere!
Eppure ci deve essere un trucco per far provare alla donna una scarica di orgasmi come i tricchetracche alla festa di Piedigrotta: fuochi d’artificio di spasmodica goduria!
 E l’uomo? No l’uomo non può! Ma ci deve essere un punto che doni anche all’uomo l’impagabile capacità multiorgasmica! 
Effettivamente c’è, solo che lo conoscono solo alcuni saggi taoisti, eremiti nelle grotte himalayane. Il problema è che lo tramandano in punto di morte a pochi fidati discepoli! Ma solo se le congiunzioni astrali sono propizie.

OK, basta, andiamo al punto (quale? G, L, H…).
Il segreto c’è e come! E pure difficilissimo da scoprire. Perché? 
È troppo semplice da accettare. 
Eccolo qui:

TUTTO IL CORPO È EROGENO

Tutto il corpo può provare piacere.
Grande delusione? Incredulità? Sicuramente ci sarà qualcuno che starà pensando che c’è piacere e piacere, e che il piacere sessuale è altro, e che non si può provare un’orgasmo se ci accarezzano un gomito. Già. E che magari le donne sì… però l’uomo è sensibile solo lì, e soltanto lì, e deve essere stimolato proprio lì. Non si scappa!
Indubbiamente esistono zone più o meno sensibili, ma tutto il corpo, opportunamente toccato, prova piacere, o meglio, può provare piacere. Ed il piacere sessuale non è solo orgasmo, non è limitato solo a quei pochi secondi. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Le limitazioni, gli schemi, i confini, sono solo nella nostra testa. Tutto è relazionato, tutto si fonde con tutto.
Che il corpo, maschile o femminile, sia tutto straordinariamente sensibile, godurioso e godibile, non è qualcosa che possiamo accettare mentalmente. È il corpo stesso che ce lo deve confermare!
E ovviamente molta gente penserà di avere solo pochi centimetri quadrati di pelle sensibili e che questo sia un dato di fatto, tristemente inconfutabile! Ebbene no. Per esperienza personale, no!
Tutto il corpo può diventare generatore di piacere, anche se adesso non lo è. 
Ma come? Qual’è il segreto? Qual’è la tecnica?
Semplice. Per imparare a sentire piacere con tutto il corpo dobbiamo stare nel corpo. E qui torniamo alla prima lezione. Se non l’avete ancora fatto andatevela a leggere, qui.

La funzione sviluppa l’organo. Per imparare a sentire dobbiamo provare a sentire. 
In realtà possiamo esercitarci quando vogliamo, anche da soli, anche in metropolitana, anche al lavoro, e non solo facendo l’amore!
Alla bisogna esiste una pratica della tradizione tantrica shivaita estremamente efficace (tramandatami in gran segreto, più o meno, da un esilarante guraccione della via della mano ambisinistra, D.O., che Shiva gli renda merito).
E funziona! Ed è anche molto semplice, almeno apparentemente.
Consiste nel prestare la massima attenzione, per alcuni secondi, massimo dieci, ad una sensazione. In quella frazione di tempo, dovremo stare pienamente in quella sensazione, dovremo entrarci dentro, calarci nelle sue profondità, esplorarla come se fosse la cosa più bella del mondo. Anzi, l’unica cosa che esiste.
Poco tempo, massima attenzione.
Ma quale sensazione scegliere? Va bene tutto!
Possiamo iniziare con sensazioni intense, piacevoli, come l’acqua calda che ci scorre sul corpo durante la doccia, oppure la carezza di una brezza primaverile sul volto, ma ogni sensazione merita di essere esplorata: toccare la tastiera di un computer, o la sensazione del suolo sotto i piedi mentre camminiamo, o lo strofinare dei vestiti sulla nostra pelle.
Solo pochissimi secondi, ma senza pensare assolutamente a nulla. Sentire e basta. E, se possibile, dimenticando per un attimo tutte le altre informazioni che ci arrivano dagli altri sensi. Isolando solo quella particolare sensazione.
All’inizio sembra impossibile, poi diventa divertente.
Quante volte? Quante volte volete! 10, 20, o 100 volte al giorno. In realtà non è qualcosa che rubi tempo. Lo possiamo fare in tutti quei momenti in cui non ci è richiesta una particolare attenzione ad altro. Non fatelo mentre guidate! E neanche mentre state disinnescando una mina o durante un’operazione a cuore aperto! Ma durante un’attesa all’ufficio postale o mentre state andando a fare la spesa è l’ideale! Ovvio che potrete farlo anche facendo l’amore!
L’unica cosa difficile, all’inizio, è ricordarsi di farlo, avere un minimo di continuità. M ad un certo punto diventerà qualcosa di naturale.
Lavorando con il tatto, qualora possibile, potete chiudere gli occhi, in maniera da eliminare uno dei sensi più invadenti, la vista.
Si possono esercitare tutti i sensi, uno per volta ovviamente. Ma vi consiglio di iniziare con il tatto, e di proseguire con olfatto e gusto, lasciando e udito e vista per ultimi.
Come si chiama? Se proprio volete dargli un nome chiamatele micropratiche!
PS Ma cosa c’entra tutto questo con il fare l’amore? Lo scoprirete da soli.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.