5. Come innamorarsi di tutte/i senza tradire nessuna/o

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5. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: La differenza tra fare l’amore e fare sesso
Suspence. Prima di addentrarmi ulteriormente nell’argomento posizioni, vorrei fare qualche precisazione.
Fare l’Amore è una danza, e come tale non si può imparare su internet! Né da un articolo, per quanto ben scritto, e neanche da una serie di video. Bisogna praticare!
Questa serie di post, in fondo, spero servano semplicemente a farvi venire dei dubbi sulle vostre convinzioni ed a farvi venir voglia di provare altro.

Per Fare l’Amore sul serio, come già detto nella prima “lezione”, dobbiamo sviluppare la nostra sensibilità, o meglio, sensorialità. E qua ritorniamo al concetto di Stare nel Corpo.
Tutti pensano di saper utilizzare i propri sensi, ma la realtà è diversa. I sensi della maggior parte delle persone sono in qualche modo addormentati. Ed oltretutto la maggior parte dell’attenzione, più che ai segnali che arrivano dai sensi, è rivolta ai pensieri ed alle interpretazioni più che alla realtà stessa. Questo è uno dei punti fondamentali, per questo lo sto ripetendo fino alla noia!
Il fatto è che quello che scrivo può solo servire a farvi venire il dubbio che sia veramente così, ma per accettarlo e digerirlo sul serio, lo dovrete verificare da voi, con la vostra attenzione, la vostra consapevolezza; scoprendo che non solo il fare l’amore ma tutta la vita cambia se siamo meno persi nel flusso dei nostri pensieri e più nel corpo.
E cambia in meglio, diventa più intensa, passionale, viva.

Questa è la vera rivoluzione, che può cambiare le sorti dell’umanità. Pensate ai nostri politici, ai padroni dell’economia, agli amministratori delegati, ai banchieri; cosa succederebbe se si riappropriassero del piacere di vivere? Quello vero? Smetterebbero di perseguire soldi e potere e di sputtanare l’umanità ed il nostro malridotto pianeta.

Qual’è la differenza tra fare l’amore e fare sesso? Personalmente penso che sia una domanda priva di senso, ma partendo dal presupposto che non esistono domande stupide ma solo risposte stupide, proverò a rispondere.

Per me la differenza è semplicemente nell’attenzione e nella consapevolezza con cui lo facciamo. Il salto di qualità non sta nell’essere innamorati del nostro partner.

Eppure è ovvio, innegabile, almeno per quelli che lo hanno provato, che fare l’amore con una persona di cui siamo innamorati è tutta un’altra cosa! Più intensa, coinvolgente, profonda, totalizzante.
Ma perché? La risposta che sembra naturale è “perché c’è l’Amore!”.
 Amore inteso come coinvolgimento emotivo, sentimentale profondo, a tutti i livelli. E questo coinvolgimento totalizzante nei confronti di qualcuno/a, apparentemente,  fa si che tutto quel che ci circonda ci sembri più intenso, colorato, piacevole, frizzante, in una parola VIVO.
Ma questo accade semplicemente perché siamo più aperti, sensibili, ricettivi. E come se le valvole dei sensi fossero state spalancate.
L’innamoramento nei confronti di qualcuno è solo il catalizzatore, non è la causa.
Questo stato, che in realtà è uno stato naturale, si può raggiungere anche in altro modo! Come?
Innamorandosi direttamente della Vita, tutta. In che modo?
Come l’Amore ci porta all’attenzione, l’attenzione ci porta all’Amore. È una relazione simmetrica.
Se stiamo veramente in quello che facciamo, amiamo; se amiamo qualcosa o qualcuno non possiamo non prestargli attenzione.
Se riusciamo ad essere totalmente presenti in un rapporto, anche se per pochi istanti, allora stiamo facendo l’Amore, anche se non siamo innamorati di quella persona. Una storia può anche durare lo spazio di un rapporto e rimanere Amore, con la A maiuscola.
Mi rendo conto che non sia facile accettarlo, in fatto di amore ognuno ha le sue convinzioni ben salde. Si pensa che l’Amore debba durare, lo leghiamo al senso di possesso, di univocità, di stabilità.
Provate semplicemente con i vostri sensi a stare pienamente nel vostro corpo ed a dedicarvi totalmente all’essere che avete tra le braccia. E vedete cosa accade.

Commentate gente, commentate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
Avete voglia di praticare con noi (non a fare l’amore!)? Allora andate qui!
Vi piacerebbe se organizzassimo un seminario da voi? Fatecelo sapere.

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4. Acrobazie da letto e salti mortali per tutti i gusti

4. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Le posizioni dell’Amore
Avete mai visto ballare la salsa a Cuba?
Una meraviglia, fatta di semplicità e di spontaneità. Poche figure base che si susseguono fluidamente, istintivamente.
Non c’è bisogno di acrobazie per ballare bene e neanche di conoscere 100 figure.
Fare l’Amore è la stessa cosa: è una danza. 
Dovrebbe essere una danza: ballata al ritmo delle emozioni e della respirazione; spontaneamente, istintivamente. Sentendo noi stessi e ascoltando l’altro, senza neanche rendercene conto.
Ci sono infinite posizioni che si possono assumere nel fare l’amore. Il Kama Sutra ne cataloga 64. Ma questo testo indiano, scritto nei primi secoli dopo Cristo, contiene molti altri argomenti oltre a quello, anche troppo spesso citato, delle posizioni.
È successo qualcosa di analogo con i testi base del tantrismo (il Kama Sutra non è un testo tantrico): essi affrontano tutto lo spettro della vita umana, i sensi, il corpo, le emozioni, le relazioni, la felicità, lo Spazio, il Fremito. Eppure il Tantra è noto solo come sinonimo di sesso sacro. Che scemenza! Per il Tantra tutto è Sacro, ogni essere vivente, ogni cosa, ogni fenomeno. Dall’escremento al cuore, dalla rabbia alla santità. Sono tutte espressioni dello Spazio. E lo Spazio è tutto quello che c’è, è Dio. Non certo un Dio umanizzato, con la barba e l’occhio che tutto vede. Non certo un Dio che ha creato o che giudica. Ma di questo parleremo in un’altra occasione, se vorrete.

Ma torniamo alle posizioni, per dire che, in assoluto, sono meno importanti, del seguire il ritmo, dell’ascoltare e della fluidità con cui ci muoviamo. Ed anche questa è una cosa, che in genere, non ti spiega nessuno e non si vede al cinema o su internet.
Spesso, parti intere del nostro corpo sono bloccate: praticamente non si muovono e, se lo fanno, non c’è fluidità, vanno a scatti.
 La colonna vertebrale può avere la stessa mobilità di un pitone.
 Non nel senso che possa avvolgersi su se stessa, ma può e deve essere fluida e potersi muovere assecondando la respirazione.
E con la colonna, anche il bacino, deve poter danzare.
La maggioranza degli uomini, almeno degli occidentali, ha il bacino semi-bloccato. Gli hanno insegnato che sculettare è cosa da femminucce e hanno reagito bloccando tutto, tanto per non sbagliare!
Personalmente ho sviluppato la fluidità con la Tandava, una danza-meditazione della tradizione shivaita. Assieme al massaggio del Kashmir sono le due pratiche fondamentali che insegniamo nei nostri seminari. Sono due strumenti estremamente potenti, efficaci . Non voglio dire che siano le uniche strade che conducono alla spontaneità, alla sensibilità ed alla fluidità. Io e Laura insegniamo queste semplicemente perché le abbiamo sperimentate su di noi, le abbiamo trovate efficaci e abbiamo visto molte persone trasformarsi grazie ad esse.
Non sono pratiche finalizzate al fare l’amore, sono finalizzate alla vita intera, al fluire con il tutto. Ma ovviamente agiscono anche sulla sfera sessuale, affettiva, emozionale.

Esiste una posizione migliore per fare l’amore?
 Migliore per cosa? Per raggiungere cosa?
Abbiamo già detto che il fine del fare l’Amore non è l’orgasmo. Non perché non sia importante ma perché ogni momento è importante di per se e non dobbiamo andare da nessuna parte, non dobbiamo raggiungere nessuno scopo che non sia quello di stare fluidamente nella spontaneità e nel piacere.
Ogni posizione, quindi, si adatterà a quell’unico momento che stiamo vivendo.
 Ricordando sempre che stiamo danzando, fluendo nello spazio, con il corpo e con le sensazioni.
Con queste premesse quello che posso domandarmi, rispetto ad una posizione, è semplicemente:

– Si può mantenere in maniera rilassata?
– Il bacino dei due amanti si può muovere liberamente?
– Le braccia, le mani dei due sono libere? Possono accarezzare liberamente il corpo dell’altro? Oppure sono impegnate nel sostenere il peso del mio corpo o quello dell’altro?
– Mi da e dona piacere all’altra persona?

Un piccolo inciso: non voglio dire che dobbiamo sempre vivere il fare l’amore in perfetta rilassatezza. Momenti di tensione e di passione travolgente sono perfettamente leciti e godibili, solo che il fare l’amore non è solo quello. Ed oltretutto se vogliamo imparare a sentire noi stessi e l’altro abbiamo bisogno anche di momenti di calma. La meraviglia, come sempre, è nel fluire. La noia sta nella meccanicità, negli automatismi.

L’UNICA REGOLA SEMPRE VALIDA È CHE NON ESISTONO REGOLE.

Rendiamoci conto però che quello che ci può sembrare trasgressione sfrenata può trasformarsi in niente altro che in un altro tipo di automatismo, di schema.
 Volendo tirare in ballo il solito paragone: la pornografia, nella sua apparente libertà, è la cosa più banalmente prevedibile che si possa immaginare. Le posizioni sono sempre le stesse, quelle che mostrano meglio la merce, e per di più si susseguono sempre nello stesso triste ordine! Che noia!

E per oggi mi fermo qui, ma continuerò nel prossimo post con l’argomento.Praticate gente, Praticate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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3. Ricordati che hai le mani e.. Usale!

G.L. Bernini, Ratto di proserpina, particolare

3. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Il Piacere di Toccare
Se tutto il corpo è sensibile, come abbiamo visto nel post precedente
, limitare il Fare l’Amore solo al convulso sfregamento del pene con una mucosa a piacere, è una triste limitazione. Sia per la donna che per l’uomo.
Una valanga di terminazioni nervose, potenzialmente sollazzevoli, sprecate! Migliaia di centimetri quadrati di pelle inutilizzati!

Eppure, le uniche immagini di rapporto sessuale che internet ci mostra, spesso, ci ricordano un martello pneumatico impazzito il cui solo scopo è quello di trapanare a fondo. 
La pornografia è una pessima maestra di piacere ed una triste caricatura del Fare l’Amore. E non ne faccio una questione morale. Ognuno può vivere la propria vita sessuale come crede, basta che il proprio, o la propria partner, abbia gli stessi gusti.
 Il punto è un’altro: la pornografia nasce con lo scopo di far soldi, non di liberare sessualmente le persone, se davvero esistesse libertà sessuale il mondo del porno sparirebbe in un battibaleno.
Purtroppo la pornografia accontenta un enorme mercato che già esiste (e che, in parte, ha contribuito a creare) assecondando i gusti e, ahimé, i limiti, sessuali della maggioranza degli uomini e di una parte delle donne.
L’eccitazione che la pornografia causa, è tutta di testa. Non c’è tatto, non c’è olfatto, non c’è gusto. Senza voler scomodare i sentimenti.
Purtroppo la maggioranza delle persone, soprattutto degli uomini, vive la sua sessualità soprattutto mentalmente.
Il sesso, senza usare tutti i sensi, e senza avere una persona in carne ed ossa tra le nostre braccia, con le sue emozioni e la sua umanità, è come tentare di assaporare un pezzo di formaggio per un topo senza lingua! Il sapore lo può solo immaginare!

Ma torniamo a noi: c’è più di una conseguenza importante per il fatto che tutto il corpo è fonte di godimento:
– Fare l’Amore non è solo ed essenzialmente penetrazione;
– Quelli che, comunemente, vengono definiti preliminari, sono parte integrante e fondamentale del Fare l’Amore.
Conseguentemente quello che, spesso viene vissuto come un atto finalizzato all’orgasmo, diventa un rapporto godurioso dal principio alla fine! Ed oltretutto i tempi si allungano…
Ma come si fa? Semplice:
RICORDATI CHE HAI LE MANI
Possibilmente attaccate alle braccia. Ed anche una bocca ed una lingua.
Nell’immaginario della maggior parte delle persone, con le mani possiamo, eventualmente, accarezzare il partner durante i “preliminari”, ma esauriti questi, servono semplicemente ad afferrarsi a lui o a lei durante le fasi convulse ed esagitate che nella migliore delle ipotesi portano all’orgasmo dei due o, spesso, di uno solo degli amanti.
Ma nella giusta posizione, le nostre mani, possono raggiungere tutto, o quasi, il corpo del nostro partner in qualsiasi momento del rapporto. Accarezzarlo, massaggiarlo, sentirne la sua vibrazione, il calore. E questa è una cosa fantastica! Sempre che abbiamo sviluppato la sensibilità per assaporare tutti questi doni.
Ovviamente, per questo genere di cose, la posizione del missionario è inutilizzabile! Se non vogliamo soffocare sotto il nostro peso la nostra partner, le braccia ci servono solo per sostenerci!
Ma delle posizioni parleremo la prossima volta.

Commentate gente, commentate!

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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2. Multi-orgasmi, punti segreti e.. tricchetracche (con e senza bomba finale)

SempliceBellezza.com - ©Axel Cipollini

SempliceBellezza.com – ©Axel Cipollini

2. Fare l’Amore in poche semplici lezioni: L’ubiquo punto G
L’ossessione umana per la classificazione colpisce anche la sfera del piacere.
Dov’è il punto G? Ma esiste davvero il punto G? E gli uomini, ce l’hanno? No, loro hanno il punto L. Ah! E dov’è? È in corrispondenza del perineo, tra ano e scroto. No! È alla base del glande, vicino al frenulo. Uh! Ma se esiste il punto G, stimolandolo si arriva all’orgasmo clitorideo o vaginale? Be, se il punto G è all’interno della vagina sarà vagin… No! Il punto G è la propaggine interna del clitoride, quindi.. Lo ha detto il Prof. Cabeza. Ma io non sarei così sicuro, infatti il Dott. Capullo  ha confutato chiaramente la ipotesi che…
E via andare. Interminabili discussioni sul sesso degli angeli, crociate alla ricerca del Santo Graal del piacere!
Eppure ci deve essere un trucco per far provare alla donna una scarica di orgasmi come i tricchetracche alla festa di Piedigrotta: fuochi d’artificio di spasmodica goduria!
 E l’uomo? No l’uomo non può! Ma ci deve essere un punto che doni anche all’uomo l’impagabile capacità multiorgasmica! 
Effettivamente c’è, solo che lo conoscono solo alcuni saggi taoisti, eremiti nelle grotte himalayane. Il problema è che lo tramandano in punto di morte a pochi fidati discepoli! Ma solo se le congiunzioni astrali sono propizie.

OK, basta, andiamo al punto (quale? G, L, H…).
Il segreto c’è e come! E pure difficilissimo da scoprire. Perché? 
È troppo semplice da accettare. 
Eccolo qui:

TUTTO IL CORPO È EROGENO

Tutto il corpo può provare piacere.
Grande delusione? Incredulità? Sicuramente ci sarà qualcuno che starà pensando che c’è piacere e piacere, e che il piacere sessuale è altro, e che non si può provare un’orgasmo se ci accarezzano un gomito. Già. E che magari le donne sì… però l’uomo è sensibile solo lì, e soltanto lì, e deve essere stimolato proprio lì. Non si scappa!
Indubbiamente esistono zone più o meno sensibili, ma tutto il corpo, opportunamente toccato, prova piacere, o meglio, può provare piacere. Ed il piacere sessuale non è solo orgasmo, non è limitato solo a quei pochi secondi. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Le limitazioni, gli schemi, i confini, sono solo nella nostra testa. Tutto è relazionato, tutto si fonde con tutto.
Che il corpo, maschile o femminile, sia tutto straordinariamente sensibile, godurioso e godibile, non è qualcosa che possiamo accettare mentalmente. È il corpo stesso che ce lo deve confermare!
E ovviamente molta gente penserà di avere solo pochi centimetri quadrati di pelle sensibili e che questo sia un dato di fatto, tristemente inconfutabile! Ebbene no. Per esperienza personale, no!
Tutto il corpo può diventare generatore di piacere, anche se adesso non lo è. 
Ma come? Qual’è il segreto? Qual’è la tecnica?
Semplice. Per imparare a sentire piacere con tutto il corpo dobbiamo stare nel corpo. E qui torniamo alla prima lezione. Se non l’avete ancora fatto andatevela a leggere, qui.

La funzione sviluppa l’organo. Per imparare a sentire dobbiamo provare a sentire. 
In realtà possiamo esercitarci quando vogliamo, anche da soli, anche in metropolitana, anche al lavoro, e non solo facendo l’amore!
Alla bisogna esiste una pratica della tradizione tantrica shivaita estremamente efficace (tramandatami in gran segreto, più o meno, da un esilarante guraccione della via della mano ambisinistra, D.O., che Shiva gli renda merito).
E funziona! Ed è anche molto semplice, almeno apparentemente.
Consiste nel prestare la massima attenzione, per alcuni secondi, massimo dieci, ad una sensazione. In quella frazione di tempo, dovremo stare pienamente in quella sensazione, dovremo entrarci dentro, calarci nelle sue profondità, esplorarla come se fosse la cosa più bella del mondo. Anzi, l’unica cosa che esiste.
Poco tempo, massima attenzione.
Ma quale sensazione scegliere? Va bene tutto!
Possiamo iniziare con sensazioni intense, piacevoli, come l’acqua calda che ci scorre sul corpo durante la doccia, oppure la carezza di una brezza primaverile sul volto, ma ogni sensazione merita di essere esplorata: toccare la tastiera di un computer, o la sensazione del suolo sotto i piedi mentre camminiamo, o lo strofinare dei vestiti sulla nostra pelle.
Solo pochissimi secondi, ma senza pensare assolutamente a nulla. Sentire e basta. E, se possibile, dimenticando per un attimo tutte le altre informazioni che ci arrivano dagli altri sensi. Isolando solo quella particolare sensazione.
All’inizio sembra impossibile, poi diventa divertente.
Quante volte? Quante volte volete! 10, 20, o 100 volte al giorno. In realtà non è qualcosa che rubi tempo. Lo possiamo fare in tutti quei momenti in cui non ci è richiesta una particolare attenzione ad altro. Non fatelo mentre guidate! E neanche mentre state disinnescando una mina o durante un’operazione a cuore aperto! Ma durante un’attesa all’ufficio postale o mentre state andando a fare la spesa è l’ideale! Ovvio che potrete farlo anche facendo l’amore!
L’unica cosa difficile, all’inizio, è ricordarsi di farlo, avere un minimo di continuità. M ad un certo punto diventerà qualcosa di naturale.
Lavorando con il tatto, qualora possibile, potete chiudere gli occhi, in maniera da eliminare uno dei sensi più invadenti, la vista.
Si possono esercitare tutti i sensi, uno per volta ovviamente. Ma vi consiglio di iniziare con il tatto, e di proseguire con olfatto e gusto, lasciando e udito e vista per ultimi.
Come si chiama? Se proprio volete dargli un nome chiamatele micropratiche!
PS Ma cosa c’entra tutto questo con il fare l’amore? Lo scoprirete da soli.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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1. Come fare l’Amore da dio (in poche semplici lezioni, gratis!)

1. Come Fare l’Amore in poche semplici lezioni: Introduzione
Noi umani facciamo fatica ad imparare. Se abbiamo già delle idee su di un certo argomento, anche se tragicamente sbagliate, vogliamo approfondire  “a partire da quello che già sappiamo”. In altre parole, raramente siamo disposti a cambiare radicalmente prospettiva, così, su due piedi. Neanche per provare. Spesso non solo ci mancano le risposte, ma non sappiamo neanche quali sono le domande giuste!
È per questo che su internet c’è tanta gente che si pone domande del tipo:  Come fare l’amore tutta la notte? Quali sono le posizioni migliori? C’è l’ho lungo abbastanza? Come fare sesso anale? Come si fa un pompino?
Ma anche domande apparentemente più raffinate come: dov’è il punto G? O quali sono le zone erogene dell’uomo o della donna? Nascondono, spesso, una ignoranza di base degli aspetti fondamentali. Delle cose davvero importanti.
È un po’ come quando le persone pensano che per scattare fotografie migliori hanno bisogno di una nuova macchina, più perfezionata, con più megapixels e più bottoni, oppure vogliono imparare i cosiddetti trucchi, le tecniche magiche. In genere ti guardano delusi e non capiscono neanche cosa significa quando gli dici che la cosa davvero importante per saper fotografare è imparare a vedere. Nella migliore delle ipotesi pensano sia solo una frase ad effetto. Nella peggiore che li stai prendendo per il culo.
Con il Fare l’Amore succede la stessa cosa.

Ma andiamo per gradi. Fare l’Amore, Hacer el Amor, Making Love cosa vuol dire?
È un eufemismo per intendere accoppiamento, coito, copula?
Vuol dire avere un rapporto sessuale con qualcuno che amiamo?
Significa penetrare o essere penetrate/i dal vostro amato?
Personalmente, ritengo inesatte tutte e tre le definizioni.
Per me Fare l’Amore è una relazione intima, sensuale, emozionale, tra due (o più) esseri che ha come scopo il piacere reciproco. Piacere fisico e mentale, ammesso che si possano separare. E che può includere, o meno, la penetrazione. E che in alcuni casi conduce alla riproduzione.
Si può generare anche senza piacere, ma senza di questo non possiamo Fare l’Amore.
E con sensuale intendo un’esperienza, basata sui sensi: ovvero tattile, olfattiva, visiva, gustativa, uditiva.
Soprattutto tattile. Se non tocchiamo e se non lo facciamo con attenzione, sensibilità, passione, gusto, allora non stiamo facendo l’amore, non possiamo Fare l’Amore. Anche se amiamo alla follia l’essere tra le nostre braccia.
Sembra banale, ma purtroppo non lo è.

Per adesso lasciamo perdere gli altri aspetti e soffermiamoci sul tatto.
Sappiamo toccare un’altro corpo, o il nostro, senza giudicare, senza interpretare, con attenzione totale?
Alcuni non capiranno neanche il senso di quello che dico. Siamo così abituati a pensare in continuazione, a incasellare, interpretare, giudicare, confrontare, che non capiamo neanche cosa vuol dire non farlo.
 O pensiamo che non sia possibile oppure pensiamo di farlo, senza riuscirci. E non ce ne accorgiamo neanche, semplicemente perché non ci rendiamo conto che siamo nella nostra testa invece che nel nostro corpo. 
Ed i nostri pensieri, come miraggi, si sostituiscono alle sensazioni fisiche a nostra insaputa.
E siamo arrivati alla prima lezione:

STARE NEL CORPO.

Cosa vuol dire? Pensare meno, o meglio, lasciare andare i pensieri, come nuvole nel vento, e ritornare a quello che sentiamo, che percepiamo con i sensi.

Ma in pratica come facciamo a sapere se stiamo nel corpo?
Quando nella nostra mente scorrono parole o immagini, non stiamo nel corpo. Quando abbiamo aspettative, quando pensiamo a quello che potrà succedere o che vorremmo che succedesse o non succedesse, non stiamo nel corpo. Quando pensiamo a quello che dobbiamo fare, non stiamo nel corpo. Quando nasce un ricordo, non stiamo nel corpo.

Ma come si fa a stare nel corpo?
Ogni volta che ci rendiamo conto di stare nella testa, senza colpevolizzarci, ritorniamo a quello che sentiamo con i sensi. Alla sensazione tattile soprattutto, alla semplice sensazione del contatto del nostro corpo con quello dell’altra persona, e non solo della zona genitale. Possiamo percorrere dei viaggi fantastici esplorando con la nostra attenzione tutto il nostro corpo. Oppure concentrarci solo su pochi centimetri quadrati e goderci quello che succede li. Oppure sentire contemporaneamente quello che succede dappertutto.
 Siamo ben più sensibili di quello che immaginiamo, ed ogni centimetro quadrato di pelle, potenzialmente, è erogeno. Sia nelle donne che negli uomini! È solo questione di recuperare la nostra sensibilità. Poco a poco.

E stare nel corpo non significa solo stare nel tatto, significa anche stare negli altri sensi. Ma iniziamo dal tatto, il senso indispensabile.

C’è chi pensa che il sesso sia un’esperienza soprattutto intellettuale. Non voglio contraddirli; per molti, indubbiamente, è così. Anche se la pensate in questo modo, concedetevi una possibilità e provate comunque a stare nel corpo, e vedete cosa succede. Inizialmente, può essere che vi piaccia meno, ma, gradualmente, quando avrete riacquistato sensibilità, vi renderete conto che il fare l’amore diventa qualcosa di diverso. Si trasforma in qualcosa di imprevedibile, stupefacente.
Yea!

PS Questo è solo il primo dei post sull’argomento, gli altri li trovi nei link qui a lato.
Ti ha interessato? Hai qualche critica? Lasciami un commento! Grazie.

Scritto con la supervisione di Laura Orsina.
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Fare l’Amore con Wikipedia

Appurato, nel precedente post, che su internet c’è una marea di minchiate sull’argomento, provo l’ultima ancora di salvezza: l’ottimo Wikipedia.
Digitando fare l’amore ecco cosa ci propone la pagina di disambiguazione di Wiki:
Fare l’amore – titolo in italiano del saggio Sex in Human Loving di Eric Berne del 1970
Fare l’amore – singolo di Mietta del 2000
Senza nulla voler togliere a Mietta e a Eric Berne, direi che nessuna delle due voci ci interessa. Esiste però una pagina dedicata al rapporto sessuale.
Fantastico.

Suppongo di essere un extraterrestre di Clitor-x, un pianetino della stella Gamma delle Pleiadi, pieno di curiosità su quei gran bizzarri dei Terrestri e mi immergo nella lettura.
Nelle prime righe mi viene spiegato che è un’attività che si svolge fra due o più individui, come il tressette e il tennis quindi(*), “dal quale può insorgere la riproduzione d’essi o d’alcuni di essi se il rapporto è tra più di due esseri”.
Criptica affermazione, che mi spinge però a proseguire.
Scopro quindi che questa attività è molto importante non solo per i suoi aspetti riproduttivi ma anche per quelli ontogenetici (chevvordì?) e soprattutto per lo sviluppo dell’identità e la formazione ed il mantenimento delle relazioni nell’ambiente di vita.
Qualcosa di simile alle scuole quindi.
Il mistero si infittisce.
L’abitante di Clitor-x non ci ha capito molto, però ha compreso che è qualcosa di importante!

Paragrafo successivo: Normative. Dove viene spiegata con dovizia l’età minima per disporre legalmente della propria libertà sessuale. Sia in italia che nel resto dell’Unione Europea. Paragrafo indubbiamente utile, se non indispensabile.

Passiamo quindi al paragrafo successivo: Classificazione.
Ancora non abbiamo capito bene di cosa si tratta, che già passiamo agli schemi! In base a che? Presto detto:
al sesso dei partecipanti (fondamentale);
alle parti del corpo coinvolte (e se ne coinvolgo più d’una contemporaneamente?);
alla distanza tra i partecipanti (questa mi sembra una delle più interessanti!);
al numero dei partecipanti (aridaje co’ sto numero!)

Segue poi, sotto il generico paragrafo di “Altre pratiche da classificare”, la seguente lista:
I preliminari (che sembrano essere qualcosa di a se stante);
Tantra (ma se -secondo la voce di Wiki- si tratta di un insegnamento spirituale?);
BDSM;
Spanking;
Tickling;
Prostituzione;
Zooerastia.

E con questo ultimo link zoologico finisce la voce.
E il clitor-xiano non ci ha capito una mazzafionda!
O, se preferite, una beata fava.

Okkei, però finora, neanch’io ho scritto granchè sul tema: lo ammetto!

Per ora solo una piccola nota: non abbiamo trovato nessun collegamento al piacere. Non solo questa parola non è stata mai citata in tutta la voce di Wiki, ma nulla ci fa capire che questa attività, oltre che importante, sia meravigliosamente piacevole. O che, almeno qualche volta, possa esserlo.

Bene, un po’ di pazienza fino al prossimo post.
Amo creare della suspence. 😉

(*) Ben noti anche al di fuori del sistema solare N.D.R.

Avete mai digitato Fare l’Amore in Google?

È una esperienza interessante, e istruttiva. E anche se non vi insegnerà assolutamente nulla su questa meravigliosa esperienza, vi farà capire molto sull’idea che, evidentemente, molti hanno del fare l’amore.
A me personalmente ha riservato un’altra sorpresa: in prima pagina, in alto, subito sotto i link a fare una spagnola, fare una pompa, e fare sesso, ho scoperto una mia foto. Mia in entrambe le locuzioni del termine: scattata da me e, hem, che mi rappresenta.
Incuriosito, stupito e, lo ammetto, anche un po’ tronfio e inorgoglito, clicco sul link di Google delle Immagini relative a fare l’amore e scopro che di immagini mie, e di Laura, la mia compagna, solo in prima pagina, ce ne sono ben quattro! 
Successon! (La o va pronunciata larga, alla veneta).
OK, chi sa che faccio il fotografo e anche del mio progetto Fare l’Amore con la Vita, magari non si stupirà più di tanto. Tutto regolare. Ma.. quello che personalmente mi ha stupito è che sia presente con addirittura quattro foto. Oltre a tutta una serie di altri interessanti dettagli. 
But first things first!
Molti di voi in questo momento staranno abbandonando la lettura del post, credendo di aver sgamato l’intento meramente pubblicitario e auto-celebrativo di questo articolo, ma, vi prego! Aspettate un’attimo, che almeno arrivi al dunque.
La conclusione che ho tratto è semplicemente che ci sono davvero poche immagini decenti sull’argomento in giro. Internet trabocca di immagini pornografiche, eppure quelle relative al fare l’amore sono poche. Relativamente poche. 
Ecco perché le mie sono in pole-position. Non tanto perché sono un fotografo eccezionale e pure un bel troncodipino qualora in desabillè. 
Modestia a parte.

E così come le immagini, anche le pagine di internet che dicano cose sensate sul fare l’amore sono incredibilmente poche. E ben nascoste.
Ritorniamo alla nostra pagina di Google; sotto le immagini, al primo posto tra i link, c’è Come far bene l’amore con una donna? 
Entrando, deliziato, scopro che rimanda ai buoni propositi sessuali per il nuovo anno. Quali saranno? Avanti!
1) Riorganizzo la mia camera. Che francamente mi pare fondamentale.
2) Mi occupo della mia vita sessuale. Fantastico. Ma come?
Primo consiglio: compro della lingerie sexy. Che ideona!
3) Mi prendo cura del mio corpo. Come non essere d’accordo? Prima dritta della serie: depilarsi con il laser ascelle e inguine per essere belle più al lungo.
4) Mi mostro affettuosa con lui. Evvabene! Per esempio guardando insieme le foto di quando vi siete conosciuti. Eccerto.

Questo non vorrebbe essere un post umoristico, ma mi rendo conto che si sta trasformando in qualcosa del genere. Ma andiamo avanti.
Al secondo posto della pagina di Google: Come fare l’amore tutta la notte – Come fare sesso spesso.
La ricetta si articola in tre punti:
A) Autocontrollo. In due parole, fermatevi, se state per venire, e poi ripartite.
B) Il punto L. Scoprite il punto G dell’uomo! Il segreto? Tutto lì!
C) Il muscolo pubo-coccigeo. Ovvero come mantenere l’erezione praticamente per sempre ed interrompere l’orgasmo a comando. In poche facili lezioni.

Ma passiamo alla terza posizione del nostro motore di ricerca preferito:
 Fare l’Amore – Donna – Tutto gratis. 
Una fantastica raccolta di link:
Fare l’amore è peccato? Non per padre Young (finalmente uno che dice una cosa sana oltrechè sensata!);
Problemi di virilità? Mangiate tanti pistacchi (si! Su Kazzenger!);
L’orario migliore per fare l’amore? Le nove di mattina (eventuali impegni a parte).
Il liquido seminale è migliore se lui è intelligente (nel senso di più saporito?).

E via andare. Si potrebbe continuare a sfinimento, ma quello che viene fuori è che, in materia c’è ignoranza pressoché totale, condita di superficialità, di divertenti distorsioni, di tristi luoghi comuni e chi più ne ha più ne metta!

Ragion per cui ho deciso di iniziare una serie di articoli (seri, se posso), sul fare l’amore. Non perchè sia uno dei maggiori esperti mondiali ma… beati monoculi in terra caecorum, come diceva la mia prof di latino.

PS Con questa mossa furbissima, spero anche di incrementare lievemente gli ingressi del mio blog, che attualmente è letto dal mio amore e dai miei tre gatti. Luki, Micia e Micina. (Ebbene si non abbiamo molta fantasia in fatto di nomi di gatti!).

Lo Spazio per Fare l’Amore

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E poi l’amore, il sesso, come l’arte e la creatività, hanno bisogno di spazio.
Spazio per esprimersi, spazio interno non occupato da schemi, aspettative e false immagini, spazio che lasciamo all’altro per i suoi tempi e i suoi desideri, con apertura all’imprevisto e alla spontaneità.
Esattamente il contrario di una performance preconfezionata, tra due esseri che non hanno nemmeno un reale contatto di pelle. Se almeno sentissero quello, veramente, in tutta la sua immensa potenza, non servirebbe altro!
Se non abbiamo spazio disponibile dentro di noi, come possiamo ricevere qualcosa?
Se non apriamo la porta, come possiamo dare?
E poi il rilassamento. Molto spesso, nell’atto d’amore, siamo tesi nello sforzo di raggiungere un obiettivo. Ma le parole tensione, sforzo e obiettivo sono in totale contrasto con il fare l’amore.
Utilizziamo il sesso come puro scarico di tensione.
Com’è il nostro volto o quello del nostro partner nel momento dell’orgasmo?
Molto spesso è teso, separandolo dal contesto non lo si direbbe il volto di qualcuno che sta amando, piuttosto quello di qualcuno impegnato in un’attività faticosa e per nulla piacevole.
Così il nostro corpo. Si tende, si contrae e rimpiccolisce il suo spazio vitale.
Ma quanto più grande sarà lo spazio, il rilassamento, maggiore sarà il piacere, che potrà diffondersi senza limiti.
Lasciare che l’eccitazione segua i suoi percorsi, che possa salire e scendere a piacimento e poter godere di ogni istante, di ogni secondo del viaggio.
Lasciare che si espanda oltre l’area genitale, in tutto il corpo, così che ogni centimetro di pelle, possa diventare una zona erogena ed una fonte reciproca di piacere.
Non solo per il tocco o la vista, anche per il suo odore, la sua temperatura, il suo sapore.
Per godere di questo ci vuole tempo, tempo e spazio. Che non significa dedicarvi necessariamente ore, ma semplicemente essere presenti totalmente nei momenti in cui ci dedichiamo l’uno all’altro.
Sembrano consigli senza senso, parole ad effetto prive di significato. Per questo non si trovano su internet e tanto meno nei corsi e nei manuali di neo-tantra. Che invece si affannano a consigliare e prescrivere tecniche, posizioni, schematizzazioni del corpo e del piacere.
Questi si che sembrano consigli pragmatici, utili ed efficaci. E invece sono semplicemente inutili se prima non abbiamo recuperato pienamente l’uso dei nostri sensi ed il rapporto con il nostro corpo.
Il sesso deve uscire dalla testa ed entrare nel corpo. Passando dal cuore.
Se resta confinato nelle immagini del nostro mentale diventa semplicemente lo specchio delle nostre nevrosi.
Il nostro modo di fare l’amore svela infatti tutto il nostro essere: il rapporto con il proprio corpo, la capacità di donare e ricevere, la dolcezza e la durezza, la capacità di abbandonarci e di accogliere, il desiderio di dominare e di essere dominati, la fiducia o la paura dell’altro, il rispetto della libertà altrui o la possessività, la nostra grandezza o la nostra piccolezza.
Siamo totalmente noi, nudi oltre la pelle esposta.
Il primo passo per godere di più e più a lungo è semplicemente abbracciarsi e sentire il nostro respiro e quello dell’altro, il loro accordo o il loro controcanto, le loro variazioni, le loro vibrazioni…

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Manette di peluche?

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E il fare l’amore reale, com’è? Senz’altro diverso da quello dipinto dalla pornografia, ma mediamente non molto migliore. Sempre le statistiche ci dicono che più della metà delle persone è insoddisfatta della propria vita sessuale, che si riduce ad un quarto d’ora sempre uguale (se va bene, se no anche cinque minuti), un paio di volte la settimana (se non una o meno). E il desiderio sessuale è in calo, sia per gli uomini che per le donne.
E cosa può ravvivare queste noiose vite sessuali? Provare posizioni nuove? Manette rivestite di peluche leopardato, vibratori spaziali tri-rotanti o travestimenti da crocerossina? Condom fosforescenti o color nero-mandingo o… forse cambiare partner più spesso?
Magari tutto questo può aiutare ad uscire dalla routine e, apparentemente, dare nuova energia ad una vita sessuale ibernata… Ma il punto vero è un altro.
Così come per imparare a fotografare (dipingere, scolpire…) è fondamentale imparare a vedere; molto più che imparare la tecnica o cambiare macchina fotografica, così per fare l’amore la prima cosa è imparare a sentire, se stessi e l’altro.
Ancora una volta, il punto sta nella coscienza. Coscienza di se prima di tutto. Fare l’amore parte dall’attenzione verso se stessi.
Quanto riusciamo a sentirci, a percepire il nostro corpo, la nostra pelle, quanto sensibili sono i nostri sensi, le nostre mani?
E coscienza dell’altro. Per fare l’amore dobbiamo renderci conto che l’altro esiste, che esistono i suoi desideri, il suo piacere, la sua pelle, i suoi sensi. (continua)

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Cybersesso

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Fare l’amore. Già semplicemente questa espressione verbale sembra in qualche modo fuori moda, e quasi sempre è sostituita con espressioni solo apparentemente equivalenti: fare sesso, scopare, accoppiarsi, copulare etc. etc.
Proviamo a inserire “Fare l’amore”, su Google: i risultati sono disarmanti, si va dalle “dieci ragioni per fare l’amore” (tra le quali troneggia al primo posto: per fare esercizio fisico) ad un breve catalogo delle posizioni principali (missionario, pecorina etc.), passando per le dieci regole per far bene l’amore (prima regola per lei: dominare la presenza dei peli superflui, prima regola per lui: lavarsi).
Nel migliore dei casi si finisce su siti che reclamizzano libri o corsi che promettono tecniche pseudo-tantriche per far l’amore tutta la notte e raggiungere orgasmi di intensità da scala Mercalli.
Insomma non si trova granché e quel poco è davvero deludente. Eppure, almeno apparentemente internet è stracolmo di sesso, o meglio di pornografia, ogni 38 minuti viene creato un nuovo sito porno, un quarto delle ricerche sui motori di ricerca riguarda il sesso ed i fatturati dell’industria del porno sono a livello di quelli delle principali emittenti televisive americane messe assieme. Tra tutti i naviganti della rete, ben il 75% degli uomini ed il 25% delle donne sono fruitori, occasionali o abituali, di questa valanga di cybersesso.
Sesso virtuale che dipinge una maniera di “fare l’amore” o meglio di fare sesso, totalmente stereotipata e falsa. Che, malgrado ciò, per molti rappresenta un modello, se non altro virtuale. Rapporti sessuali monotoni in cui le sequenze sono sempre uguali, quasi sempre permeati di violenza, in cui i preliminari non esistono ed i corpi sono limitati ai soli organi sessuali, e quasi non c’è ulteriore contatto tra uomo e donna. Abbracci, carezze e baci sono tabù. Appartengono al mondo dell’affettività, non a quello del sesso. (continua)

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